- Spessori disponibili: da 6,5 mm (lastre sottili flessibili) fino a 18 mm per applicazioni strutturali o antiproiettile
- Portata dei tramezzi in cartongesso: fino a 30–40 kg/ml su tasselli specifici; mensole caricate richiedono rinforzi interni
- Lastre standard da 12,5 mm costano indicativamente 4–7 €/m² (solo materiale); lastre specializzate (idrorepellenti, antifuoco) arrivano a 10–18 €/m²
- Le lastre idrorepellenti (tipo H/RH) sono obbligatorie in bagni, cucine e locali con umidità relativa superiore al 70%
Il cartongesso è una lastra composita formata da un'anima di gesso idraulico rivestita su entrambe le facce da carta kraft. Gli spessori più diffusi vanno da 6,5 mm a 18 mm, con pesi compresi tra 6 e 14 kg/m². Conoscere le proprietà tecniche di ogni tipo di lastra è fondamentale per scegliere la soluzione giusta in base all'ambiente, al carico previsto e ai requisiti di prestazione acustica, termica o antincendio.
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Composizione e struttura della lastra
Una lastra in cartongesso standard è composta da tre strati: due fogli di carta kraft ad alta resistenza e un'anima in gesso con additivi (acqua, amido, vermiculite, fibre). La carta esterna conferisce resistenza a trazione e facilita l'incollaggio e la stuccatura; l'anima in gesso garantisce la rigidità e tutte le prestazioni passive (acustica, termica, antincendio).
I bordi della lastra possono essere di diverso profilo: bordo assottigliato (BC), bordo quadro (BQ), bordo mezzo-tondo (BM), bordo assottigliato arrotondato (BAR). Il bordo assottigliato è il più usato perché facilita la fasciatura con nastro e stucco in fase di finitura, riducendo il rigonfiamento superficiale.

Spessori delle lastre e loro impieghi
Lo spessore è il parametro che più influenza rigidità, peso e prestazioni. Di seguito una panoramica completa degli spessori realmente disponibili sul mercato italiano, con le rispettive applicazioni pratiche.
Cartongesso da 3 mm
Si tratta di una lastra sottilissima, prodotta in formato ridotto e usata quasi esclusivamente per applicazioni decorative curve (colonne, superfici cilindriche, rifiniture di design). Non ha funzione strutturale né acustica rilevante. Peso: circa 3–4 kg/m². In pratica si usa bagnata o riscaldata per piegarla su sagome prima della posa.
Cartongesso da 6 mm (e 6,5 mm)
Il cartongesso 6 mm — più precisamente 6,5 mm nelle versioni standard — è la lastra flessibile per eccellenza. Viene impiegata per rivestimenti su superfici curve (archi, nicchie, colonne), dove lo spessore ridotto permette la curvatura senza spezzarsi. Il raggio minimo di curvatura a secco è circa 100 cm; bagnata, scende a 30–50 cm. Non adatta come parete portante o come rivestimento isolante. Peso: circa 5–6 kg/m².
Il rivestimento in cartongesso su superfici curve è uno degli impieghi più frequenti di questa lastra.
Cartongesso da 9,5 mm
Lastra leggera (circa 8 kg/m²), usata nei controsoffitti a singola lastra dove il carico non è critico e si vuole ridurre il peso sull'orditura. Adatta anche per rivestimenti a secco di pareti già esistenti (controparete). Non offre prestazioni acustiche o antincendio significative da sola.
Cartongesso da 12,5 mm
È lo spessore standard per la grande maggioranza delle applicazioni: tramezzi interni, controsoffitti, contropareti, rivestimenti. Buon equilibrio tra peso (10–11 kg/m²), prestazioni e costo. È lo spessore di riferimento anche per le lastre specializzate (idrorepellenti, antifuoco, antirumore). Nei tramezzi doppia lastra per lato (2 × 12,5 mm) si ottengono le migliori performance di isolamento acustico.
Cartongesso da 13 mm
Il cartongesso 13 mm è la versione di spessore leggermente superiore rispetto al 12,5 mm, proposta da alcuni produttori (es. Knauf). Le prestazioni sono praticamente equivalenti; la differenza è minima e riguarda principalmente la rigidità a flessione. Viene usato nei medesimi contesti del 12,5 mm. In fase di acquisto, verificare sempre le schede tecniche del produttore: alcuni indicano 12,5, altri 13 come nominale.
Cartongesso da 15 mm
Lastra più spessa e rigida (circa 13 kg/m²), usata quando si richiedono maggiori prestazioni acustiche o resistenza al fuoco senza raddoppiare le lastre. Comune nei sistemi certificati per pareti con REI 60 o 90. Consigliata anche nei solai in cartongesso e nei pavimenti sopraelevati a secco.
Cartongesso da 18 mm
Lo spessore massimo comunemente disponibile. Impiegato in applicazioni strutturali a secco, pavimenti, piani di lavoro, sistemi antiproiettile (in combinazione con altri materiali). Peso elevato (circa 14 kg/m²): la posa richiede due persone. Raramente usato nei tramezzi standard.
Tipi di lastra: classificazione tecnica
La norma europea EN 520 (oggi EN 15283 per alcune tipologie) classifica le lastre in base alle prestazioni. Conoscere questa classificazione evita errori di posa che possono compromettere la durabilità o la conformità dell'opera.
Tipo A – Lastra standard
La lastra base, senza additivi specifici. Colore carta naturale o avorio. Impiego in ambienti asciutti con umidità relativa inferiore al 70%. È la più economica (4–7 €/m² in materiale).
Tipo H – Lastra idrorepellente (verde)
Le lastre cartongesso idrorepellenti contengono additivi idrofobici nell'anima e nella carta che limitano l'assorbimento d'acqua a meno del 5% in peso (prova di immersione 2 ore). Si riconoscono dal colore verde della carta. Obbligatorie in bagni, cucine, lavanderie e qualsiasi locale con umidità relativa superiore al 70%. Non sono impermeabili: vanno sempre protette con rivestimento ceramico o membrana impermeabilizzante se esposte a getti d'acqua diretti. Costo: 7–12 €/m².
Tipo F – Lastra antifuoco (rosa/rossa)
L'anima contiene fibre di vetro e vermiculite che rallentano la propagazione del fuoco e mantengono la coesione della lastra ad alte temperature. Classificazione REI dipende dal sistema costruttivo completo (lastra + orditura + isolante). Il colore della carta è rosa o rosato. Indispensabile nei cavedi tecnici, nelle zone adiacenti a impianti termici, nei corridoi di esodo. Costo: 8–14 €/m².
Tipo D – Lastra ad alta densità
Anima con densità aumentata rispetto allo standard. Migliora le prestazioni acustiche e la resistenza agli urti superficiali. Usata nei tramezzi di hotel, ospedali, scuole dove si richiede maggiore protezione dai rumori aerei. Spesso indicata come "high density" o con sigle specifiche del produttore (es. Knauf Diamant, Rigips Rigidur). Peso superiore del 20–30% rispetto al tipo A equivalente.
Tipo E – Lastra per esterni
Progettata per resistere a esposizione temporanea alle intemperie durante la costruzione. Non è un materiale da facciata permanente: va sempre protetta con rivestimento esterno entro 6 mesi dalla posa. Usata in sistemi a secco di involucro edilizio (facciate ventilate con pannelli di rivestimento).
Tipo I – Lastra con fibra di vetro nell'anima
Combina la resistenza all'umidità (tipo H) con la resistenza al fuoco (tipo F). Usata nei locali tecnici umidi con rischio incendio. Meno comune, ma disponibile nei principali cataloghi dei produttori.
Lastra fonoisolante / acustica
Non è un tipo EN classificato a sé, ma una categoria commerciale con anima più densa e spessa per aumentare la massa superficiale (fattore determinante per l'isolamento acustico). Esempio: Gyproc Habito o Knauf Cleaneo. Si usano in doppia lastra per lato per ottenere Rw ≥ 50 dB su un tramezzo singolo.
Lastra antirumore con sughero o minerale
Lastra composita abbinata a uno strato di sughero o materassino minerale incollato. Riduce sia i rumori aerei che i rumori da calpestio. Usata nelle contropareti di edifici con struttura in cemento armato dove il rumore è trasmesso per via solida.
Lastra per ambienti sanitari (tipo H2/RH)
Variante evoluta dell'idrorepellente, con resistenza fungicida aggiuntiva. Raccomandata in ambienti ospedalieri, sale operatorie, laboratori alimentari. Riconoscibile dalla certificazione igienica aggiuntiva del produttore.
Lastra curva / flessibile
Corrisponde al già citato spessore 6–6,5 mm, ma può essere prodotta anche in versione specifica con carta più flessibile. Alcuni produttori offrono anche lastre da 9,5 mm a curvatura facilitata.
Proprietà tecniche chiave
Resistenza meccanica e portata del cartongesso
La resistenza del cartongesso è spesso sottovalutata. Una lastra da 12,5 mm in doppia posa su orditura metallica ogni 40 cm resiste a carichi distribuiti fino a 30 kg/m². La portata del cartongesso per carichi puntuali (pensili, mensole, quadri pesanti) dipende interamente dal tipo di tassello usato e dalla struttura retrostante:
- Tassello a espansione per cartongesso (es. Molly): fino a 20–25 kg per punto su lastra doppia
- Tassello a vite con ancora in metallo: fino a 30–40 kg per punto
- Rinforzo interno in multistrato (preventivato in fase di posa): consente carichi da 50 kg e oltre
Se si prevedono pensili da cucina o mobili pesanti, il rinforzo va inserito durante la posa dell'orditura, non dopo. Questo è uno degli errori più costosi da correggere a lavoro finito.
Isolamento acustico
La massa superficiale è il fattore dominante. Una parete in cartongesso standard (singola lastra 12,5 mm per lato + lana minerale 50 mm) raggiunge Rw = 40–44 dB. Con doppia lastra per lato (2 × 12,5 mm) si arriva a Rw = 50–55 dB. Le lastre ad alta densità aumentano Rw di 3–5 dB a parità di spessore.
Resistenza al fuoco
Il gesso contiene acqua chimicamente legata (circa il 21% in peso) che, in caso di incendio, evapora rallentando la trasmissione del calore. Un sistema parete con lastra da 12,5 mm tipo F + lana di roccia raggiunge REI 60; con doppia lastra tipo F per lato si arriva a REI 120. La certificazione REI è del sistema, non della singola lastra.
Proprietà termiche
Il cartongesso non è un isolante termico: la sua conducibilità termica è circa 0,21 W/(m·K), simile al legno. La resistenza termica di una lastra da 12,5 mm è trascurabile (R ≈ 0,06 m²K/W). Le prestazioni termiche di una parete in cartongesso dipendono quasi interamente dall'isolante inserito nell'intercapedine (lana minerale, schiuma PIR, fibra di legno).
Peso e tolleranze dimensionali
| Spessore | Peso medio (kg/m²) | Formato standard |
|---|---|---|
| 6,5 mm | 5–6 | 1200 × 2600 mm |
| 9,5 mm | 7–8 | 1200 × 2600 mm |
| 12,5 mm | 10–11 | 1200 × 2600 / 3000 mm |
| 15 mm | 12–13 | 1200 × 2600 mm |
| 18 mm | 14–15 | 1200 × 2400 mm |
Materiali e componenti del sistema
La lastra da sola non basta: le prestazioni finali dipendono dall'intero sistema. I componenti principali sono l'orditura metallica (profili a U e a C in acciaio zincato), le viti autofilettanti, il nastro di carta o fibra per le fughe, lo stucco per la finitura e, se previsto, l'isolante in intercapedine.
Per una panoramica completa dei materiali e componenti per cartongesso — dai profili agli stucchi, dai tasselli alle membrane — è utile consultare una guida dedicata prima di fare il preventivo.
Le fasi del lavoro
La posa di un sistema in cartongesso segue una sequenza precisa che influenza la qualità finale del risultato. Saltare anche un solo passaggio — come la stuccatura delle teste delle viti o la fasciatura dei giunti — si traduce in crepe visibili entro pochi mesi.
Il processo comprende: rilievo e tracciatura, montaggio dell'orditura, posa dell'isolante (se previsto), avvitatura delle lastre, fasciatura dei giunti con nastro e stucco, carteggiatura e finitura. Per approfondire ogni passaggio, consulta la guida sull'installazione del cartongesso.
Costi e fattori che li fanno variare
Il costo del materiale (solo lastra) oscilla tra 4 €/m² per le lastre standard da 12,5 mm e 18 €/m² per le lastre specializzate (antifuoco ad alta densità, antirumore con sughero). Il costo a metro quadro dell'opera finita — inclusi orditura, isolante, stucco e manodopera — varia di solito tra 35 e 80 €/m² per un tramezzo standard, con punte superiori per sistemi certificati REI o per ambienti con requisiti acustici elevati.
I fattori che fanno variare il prezzo sono: tipo di lastra scelto, numero di strati, presenza di isolante, altezza del locale (sopra i 3 m servono ponteggi o trabattelli), complessità delle forme (archi, nicchie, curve) e accesso al cantiere. Per avere una stima personalizzata puoi calcolare il preventivo online in base alle caratteristiche specifiche del tuo intervento.
Per un quadro dettagliato dei costi per tipologia di intervento, consulta la sezione dedicata al prezzo del cartongesso.
Permessi e burocrazia
Le pareti in cartongesso interne che non toccano la struttura portante rientrano nella manutenzione ordinaria e non richiedono alcun permesso edilizio. Se la parete modifica la distribuzione interna (creazione o eliminazione di vani) in un'unità immobiliare, è necessaria la CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata) presentata da un tecnico abilitato. Nessun permesso per i controsoffitti decorativi. Le detrazioni fiscali del 50% (bonus ristrutturazioni) si applicano anche agli interventi in cartongesso su immobili residenziali, purché accompagnati da regolare fattura e bonifico parlante.
Applicazioni specifiche
Oltre ai tramezzi tradizionali, il cartongesso è alla base di molte soluzioni di arredo architettonico. Un controsoffitto in cartongesso permette di nascondere impianti, creare effetti luminosi indiretti o migliorare l'acustica di un ambiente. Una libreria in cartongesso può essere integrata nella parete con finiture continue, mentre una nicchia in cartongesso valorizza spazi morti senza consumare volume utile. Per le porte filomuro, la compatibilità con il sistema in cartongesso è garantita solo se l'orditura è dimensionata correttamente fin dall'inizio: approfondisci nella guida sul cartongesso per porte filo.
Errori comuni da evitare
- Usare lastre standard in bagno: senza le idrorepellenti, l'anima si gonfia e la carta si distacca in pochi mesi. Il rischio è maggiore dietro le piastrelle, dove l'umidità si accumula invisibilmente.
- Non prevedere i rinforzi per i carichi: inserire a posteriori un punto di rinforzo in una parete già rivestita è costoso e visibile. I pannelli in multistrato o le piastre metalliche vanno inseriti durante la posa dell'orditura.
- Avvitare troppo le viti: la testa della vite non deve sfondare la carta, solo affossarsi leggermente nell'anima. Se sfonda, perde la presa e crea un punto debole.
- Omettere la fasciatura ai giunti: stuccare senza nastro sui giunti tra lastre garantisce la comparsa di crepe entro 6–12 mesi, soprattutto in edifici con assestamento.
- Posare le lastre a contatto con il pavimento: le lastre devono stare almeno 10–15 mm sopra il pavimento finito, con distanziatori, per evitare risalita capillare dell'umidità.
- Scegliere lo spessore sbagliato per i controsoffitti pesanti: appendere un controsoffitto con lastre da 9,5 mm su orditura a 60 cm porta a inflessioni visibili nel tempo. Meglio 12,5 mm con interasse ridotto.
Domande frequenti
Qual è la differenza tra cartongesso da 12,5 mm e da 13 mm?
Si tratta di spessori nominali di produttori diversi (Rigips indica 12,5 mm, Knauf indica 13 mm) per prodotti equivalenti. Le prestazioni tecniche sono praticamente identiche e i due spessori sono intercambiabili. Nelle schede di sistema certificate, il produttore specifica sempre il proprio codice prodotto: non cambiare marca a metà sistema senza verificare la compatibilità.
Le lastre idrorepellenti sono impermeabili?
No. Le lastre idrorepellenti (tipo H) resistono all'assorbimento d'acqua ma non sono impermeabili. In doccia o vasca vanno sempre abbinate a una membrana impermeabilizzante applicata a pennello prima della posa delle piastrelle. Senza membrana, l'acqua che penetra tra le fughe dei rivestimenti raggiunge l'anima e la degrada nel tempo.
Quanto peso può reggere una parete in cartongesso?
Con i tasselli giusti, una parete in doppia lastra da 12,5 mm regge carichi puntuali di 25–40 kg per punto. Per carichi superiori (pensili da cucina, librerie, televisori pesanti) è necessario inserire in fase di posa un pannello in multistrato (18–22 mm) nell'intercapedine come superficie di ancoraggio solida. Non è possibile aggiungere questo rinforzo a parete finita senza demolire e ricostruire la lastra.
Il cartongesso si può usare in tutti gli ambienti?
Sì, con la lastra corretta. Ambienti asciutti: lastra standard tipo A. Bagni, cucine, lavanderie: lastra idrorepellente tipo H. Zone con rischio incendio (cavedi, vani scala): lastra antifuoco tipo F. Esterni o facciate: lastra tipo E, sempre protetta da rivestimento permanente entro 6 mesi. Per ogni combinazione di requisiti (umidità + fuoco) esiste una lastra composta (tipo HF) che risponde a entrambe le esigenze.
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