- Detrazione Irpef del 50% per ristrutturazione cucina (fino a 96.000 euro di spesa), recuperata in 10 anni
- Bonus mobili ed elettrodomestici: 50% su un tetto di 5.000 euro per il 2026, solo se abbinato a ristrutturazione
- Ecobonus fino al 65% per interventi su impianti termici o cappotto, se la cucina fa parte di un intervento più ampio
- Per accedere ai bonus, i pagamenti devono avvenire tramite bonifico "parlante" dedicato e i lavori devono essere eseguiti da imprese con fattura regolare
Bonus cucina 2026: cosa puoi detrarre e in quali casi
Per una ristrutturazione cucina a Pavia, nel 2026 è possibile accedere a detrazioni fiscali tra il 36% e il 50% delle spese sostenute, fino a un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare. Le agevolazioni riguardano interventi strutturali, impianti e anche gli arredi fissi, a patto di rispettare requisiti precisi. I tempi per ottenere il rimborso sono di 10 anni, con quote annuali costanti.
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Detrazione Irpef 50% per ristrutturazione: quando si applica alla cucina
La detrazione principale per chi ristruttura la cucina è quella prevista dall'articolo 16-bis del TUIR: il 50% delle spese, fino a un massimo di 96.000 euro per immobile. La percentuale base è del 36%, ma dal 2012 la proroga al 50% viene rinnovata ogni anno e per il 2026 è confermata.
Per applicarla alla cucina, il lavoro deve rientrare nella categoria della manutenzione straordinaria o del recupero del patrimonio edilizio. Questo include la sostituzione degli impianti (idraulico, elettrico, gas), la demolizione e rifacimento del pavimento, la sostituzione di infissi interni, i lavori sulle pareti. Non sono detraibili i soli arredi mobili non fissi o gli elettrodomestici acquistati senza una ristrutturazione in corso.
Per i condomini di Pavia e provincia — da Vigevano a Voghera, da Stradella a Mortara — vale la stessa regola: si può detrarre la quota relativa alle parti comuni interessate dai lavori.
Cosa è detraibile nello specifico
- Rifacimento impianto idraulico e scarichi: costo medio tra 2.000 e 5.000 euro, interamente detraibile
- Rifacimento impianto elettrico a norma CEI 64-8: tra 1.500 e 3.500 euro per una cucina standard di 10-15 mq
- Sostituzione pavimento e rivestimenti: tra 30 e 80 euro/mq posa inclusa, detraibile se parte di un intervento straordinario
- Nuova cappa a incasso o da parete con impianto: tra 500 e 2.000 euro, detraibile se collegata al rifacimento dell'impianto
- Opere murarie (aperture, chiusure di vani, modifica layout): detraibili se documentate con CILA o SCIA secondo i casi

Bonus mobili ed elettrodomestici 2026: importi e condizioni
Il bonus mobili consente di detrarre il 50% della spesa per arredi fissi e grandi elettrodomestici, su un tetto di spesa di 5.000 euro nel 2026. Significa un risparmio massimo di 2.500 euro, recuperato in 10 anni da 250 euro l'anno. È un aiuto concreto, ma non cambia radicalmente il budget: va visto come un complemento alla detrazione principale.
Attenzione: il bonus mobili è valido solo se è stata avviata una ristrutturazione edilizia sull'immobile a partire dal 1° gennaio dell'anno precedente l'acquisto degli arredi. Non basta dipingere le pareti: ci vuole un intervento che abbia generato spese detraibili con bonifico parlante.
Quali elettrodomestici rientrano nel bonus
Sono ammessi gli elettrodomestici di classe energetica minima A per forni, F per lavatrici, lavastoviglie e frigoriferi (classe minima elevata rispetto agli anni passati). Rientrano: frigoriferi, lavastoviglie, piani cottura, forni da incasso, cappe aspiranti. Non rientrano i piccoli elettrodomestici da appoggio come frullatori o tostapane.
Puoi consultare i costi di ristrutturazione cucina per capire come questi bonus si inseriscono nel budget complessivo.
Ecobonus e Sismabonus: quando si applicano anche alla cucina
L'Ecobonus (65%) riguarda interventi di efficienza energetica: si applica alla cucina solo indirettamente, quando il rifacimento dell'impianto termico o l'isolamento termico coinvolge anche gli ambienti della cucina. Per esempio, la sostituzione della caldaia o l'installazione di un impianto a pompa di calore in un'abitazione a Pavia può essere detraibile al 65%, anche se i lavori passano per la cucina.
Il Sismabonus (dal 50% all'85% a seconda della riduzione del rischio sismico) si applica agli interventi strutturali: se la ristrutturazione della cucina comporta interventi sulle pareti portanti o sulla struttura dell'edificio in zone sismiche, può rientrare parzialmente. La Lombardia ha zone sismiche classificate 3 e 4, con rischio basso, ma la valutazione tecnica è comunque necessaria.
Come richiedere le detrazioni: la procedura corretta
L'errore più frequente che vedo sui cantieri è pagare i lavori in modo non tracciabile o con strumenti sbagliati. Il bonifico "parlante" è obbligatorio: deve contenere la causale (riferimento all'art. 16-bis TUIR o al tipo di bonus), il codice fiscale del beneficiario della detrazione e il codice fiscale o partita IVA dell'impresa che esegue i lavori. Le banche trattengono una ritenuta d'acconto dell'8% su questi bonifici: è normale e non va confuso con un problema.
Documenti da conservare
- Fatture dell'impresa con descrizione dettagliata dei lavori
- Ricevute dei bonifici parlanti
- Eventuale CILA o SCIA presentata al Comune (obbligatoria per interventi straordinari)
- Per il bonus mobili: scontrini o fatture con codice fiscale, ricevute di pagamento con carta o bonifico (il contante non è ammesso)
- Visura catastale aggiornata dell'immobile
La detrazione si inserisce nella dichiarazione dei redditi (modello 730 o Unico) a partire dall'anno successivo ai lavori. Non serve comunicare nulla preventivamente all'Agenzia delle Entrate, salvo casi particolari come il Superbonus.
Sconto in fattura: ancora disponibile nel 2026?
La ristrutturazione cucina sconto in fattura era l'alternativa alla detrazione diretta: invece di recuperare il credito in 10 anni sul 730, il cliente cedeva il credito all'impresa che applicava uno sconto immediato. Dal 2024 questa opzione è stata fortemente limitata dalla normativa: per le ristrutturazioni ordinarie (Bonus Casa 50%) non è più possibile applicare lo sconto in fattura o la cessione del credito, salvo casi specifici legati al Superbonus o ad alcune categorie di soggetti (es. IACP, onlus, soggetti con redditi bassi in zone sismiche).
Per la cucina di una normale abitazione privata a Pavia nel 2026, lo sconto in fattura non è applicabile: l'unica strada è la detrazione diretta nella dichiarazione dei redditi. Chi propone ancora lo "sconto in fattura" su ristrutturazioni ordinarie merita un approfondimento attento prima di firmare qualsiasi contratto.
Se stai valutando i costi e vuoi capire come strutturare l'intervento per sfruttare al meglio le agevolazioni disponibili, richiedi un preventivo dettagliato con indicazione delle voci detraibili.
Errori comuni da evitare
- Pagare parte dei lavori in contanti: annulla la detraibilità di quella quota
- Non presentare la CILA prima di iniziare lavori di manutenzione straordinaria (spostamento impianti, modifiche murarie): oltre alla perdita della detrazione, si rischia una sanzione comunale tra 333 e 1.000 euro
- Acquistare gli arredi prima di avere una spesa di ristrutturazione detraibile: il bonus mobili non si può usare retroattivamente
- Confondere la data di inizio lavori con la data del pagamento: per il bonus mobili conta l'inizio dei lavori edilizi, non la firma del contratto
- Non verificare la classe energetica degli elettrodomestici prima dell'acquisto: un frigorifero classe E non rientra nel bonus
Per capire quale tipo di cucina si adatta meglio al tuo spazio e quali interventi sono tecnicamente necessari, puoi approfondire i diversi tipi di cucina disponibili per la tua ristrutturazione.

Domande frequenti
Posso detrarre il 50% su una cucina nuova acquistata da un mobilificio?
Solo se è accompagnata da una ristrutturazione edilizia in corso sull'immobile e solo per la componente del bonus mobili (tetto 5.000 euro nel 2026). I mobili da soli, senza lavori edilizi documentati, non danno diritto ad alcuna detrazione.
La CILA è obbligatoria per ristrutturare la cucina?
Dipende dai lavori. Per interventi di manutenzione ordinaria (tinteggiatura, sostituzione di mobili) non serve nulla. Per manutenzione straordinaria — spostamento di impianti, modifica delle pareti non portanti, sostituzione di infissi — è obbligatoria la CILA. Per modifiche strutturali o cambi di destinazione d'uso serve la SCIA. La CILA a Pavia si presenta allo Sportello Unico Edilizia del Comune e ha un costo fisso di 116 euro più diritti di segreteria.
Quanto tempo ci vuole per ristrutturare una cucina di 12-15 mq?
Un intervento completo — demolizione, rifacimento impianti, pavimento, rivestimenti e posa dei nuovi mobili — richiede mediamente 3-5 settimane lavorative. I tempi si allungano se ci sono lavori murari importanti o se si attende la consegna di materiali personalizzati. Intervenire solo sugli impianti e sui rivestimenti senza toccare la struttura riduce i tempi a 2-3 settimane.
Posso detrarre la cucina se l'immobile è in affitto?
Sì, ma solo se sei il proprietario che sostiene le spese. L'inquilino che paga di tasca propria i lavori non può detrarre, a meno che non sia espressamente previsto nel contratto di locazione. La detrazione spetta a chi ha il diritto reale sull'immobile (proprietario, usufruttuario) o a chi è indicato nel contratto come responsabile della manutenzione. Puoi approfondire le caratteristiche tecniche della cucina per capire quali interventi sono più convenienti da realizzare in questo contesto.
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