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Cucina: Bonus e Detrazioni Fiscali a Milano

Ristrutturazione cucina 2026: bonus e detrazioni fiscali per rifarla, dagli impianti agli arredi. Requisiti, percentuali e come richiedere le agevolazioni.

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Cucina: Bonus e Detrazioni Fiscali a Milano
In sintesi
  • Detrazione del 50% sui lavori di ristrutturazione della cucina (Bonus Ristrutturazioni), su una spesa massima di 96.000 € per unità immobiliare
  • Bonus Mobili al 50% per cucine componibili e grandi elettrodomestici, tetto di 5.000 € nel 2026
  • Ecobonus fino al 65% per interventi che migliorano l'efficienza energetica (es. sostituzione impianto di riscaldamento in cucina)
  • Per accedere alle detrazioni è obbligatorio pagare con bonifico parlante e conservare tutte le fatture

Per ristrutturare la cucina nel 2026 esistono diverse agevolazioni fiscali che permettono di recuperare dal 36% al 65% della spesa, a seconda del tipo di intervento. Le detrazioni si applicano sia ai lavori edili (impianti, pavimenti, pareti) sia all'acquisto di mobili ed elettrodomestici, ma con regole, massimali e requisiti diversi per ciascun bonus. Conoscere le differenze prima di iniziare i lavori è fondamentale per non perdere agevolazioni a cui si ha diritto.

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Quale bonus si applica alla cucina: orientarsi tra le agevolazioni

La cucina è uno degli ambienti dove si concentrano più tipologie di intervento: demolizione e rifacimento di pareti, sostituzione di impianti idraulici ed elettrici, posa di nuovi pavimenti, installazione di arredi su misura. Ogni categoria di lavoro può rientrare in un bonus diverso, e spesso più agevolazioni coesistono sullo stesso cantiere.

Prima di avviare qualsiasi intervento, vale la pena identificare con precisione quali lavori si intende fare e a quale detrazione appartengono. Confondere le categorie — o dimenticare di separare le spese nei bonifici — è uno degli errori più frequenti e costosi.

Cucina moderna con isola centrale, sgabelli bianchi e pannello in vetro azzurro, design contemporaneo

Bonus Ristrutturazioni 2026: come si applica alla cucina

Il Bonus Ristrutturazioni (art. 16-bis del TUIR) è la detrazione più usata per i lavori in cucina. Permette di detrarre il 50% della spesa in 10 anni, su un massimale di 96.000 euro per unità immobiliare. Si tratta di un tetto condiviso con tutti gli altri interventi edilizi eseguiti nella stessa abitazione nel corso degli anni, quindi occorre verificare l'ammontare già utilizzato.

Per la cucina rientrano in questo bonus:

  • Demolizione e ricostruzione di pareti non portanti (es. apertura o chiusura di vani)
  • Rifacimento dell'impianto idraulico (rubinetterie, scarichi, allacciamenti)
  • Rifacimento dell'impianto elettrico della cucina
  • Sostituzione o posa ex novo di pavimenti e rivestimenti
  • Posa di nuovi infissi (finestre, porte)
  • Installazione di cappa aspirante a muro con canalizzazione esterna
  • Interventi su soffitto (controsoffitti, nuova illuminazione incassata)
  • Smaltimento di materiali contenenti amianto (es. vecchi rivestimenti)

Non rientrano in questo bonus i mobili da cucina e gli elettrodomestici, che hanno una detrazione dedicata (vedi sezione Bonus Mobili).

Requisiti per il Bonus Ristrutturazioni

  • L'immobile deve essere a uso residenziale (non produttivo)
  • Il richiedente deve essere il proprietario, il titolare di diritto reale (usufrutto, uso, abitazione) o un familiare convivente del proprietario
  • I pagamenti devono avvenire tramite bonifico parlante (con causale che cita art. 16-bis TUIR, codice fiscale del beneficiario e P.IVA dell'impresa)
  • Per lavori che modificano la distribuzione interna è spesso necessaria la CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata)
  • Conservare tutte le fatture, i bonifici e — se richiesti — i titoli abilitativi

Bonus Mobili e Grandi Elettrodomestici

Il Bonus Mobili è la detrazione pensata specificamente per l'acquisto di cucine componibili, mobili e grandi elettrodomestici. Nel 2026 la percentuale è del 50% su una spesa massima di 5.000 euro, per una detrazione massima effettiva di 2.500 euro, suddivisa in 10 anni (250 euro/anno). È un massimale sensibilmente più basso rispetto agli anni precedenti (nel 2021 era 16.000 €): chi sta pianificando una cucina importante conviene che valuti con attenzione il timing dei lavori.

Cosa si può acquistare con il Bonus Mobili

  • Cucine componibili complete (base, colonne, pensili, ante, piani di lavoro)
  • Grandi elettrodomestici con classe energetica minima: A per forni, F per le altre categorie (requisito in vigore dal 2021)
  • Frigoriferi, lavastoviglie, lavatrici, forni, piani cottura, microonde incassati
  • Cappe aspiranti (se non già detratte come lavori edilizi)
  • Arredi accessori strettamente legati alla cucina (es. isola cucina)

Condizione obbligatoria: il collegamento alla ristrutturazione

Il Bonus Mobili è agganciato al Bonus Ristrutturazioni: per ottenerlo è obbligatorio aver sostenuto spese di ristrutturazione sull'immobile a partire dal 1° gennaio dell'anno precedente all'acquisto dei mobili. Non è sufficiente comprare una cucina nuova: ci deve essere un intervento edilizio certificato. In pratica, se si esegue anche solo il rifacimento dell'impianto elettrico della cucina, si apre il diritto al Bonus Mobili per quella stessa unità immobiliare.

I pagamenti devono avvenire con bonifico bancario o postale, carta di debito o carta di credito. Non sono ammessi contanti o assegni.

Cucina moderna con mobili in legno naturale, isola centrale con top nero e cappa acciaio inox

Ecobonus per la cucina: quando si applica

L'Ecobonus (art. 14 D.L. 63/2013) premia gli interventi che migliorano le prestazioni energetiche dell'edificio. Nella cucina, le applicazioni sono più limitate rispetto ad altri ambienti, ma esistono:

  • Sostituzione di scaldacqua tradizionale con pompa di calore dedicata: detrazione del 65%
  • Installazione di sistemi di termoregolazione avanzati (es. valvole termostatiche intelligenti): 65%
  • Sostituzione di impianto di riscaldamento (se il termosifone è in cucina) con caldaia a condensazione almeno in classe A: 50%
  • Schermature solari per le finestre della cucina: 50%, con massimale di 60.000 € per unità

L'Ecobonus richiede la redazione di un asseverazione tecnica a cura di un professionista abilitato (geometra, ingegnere, architetto) e la trasmissione dei dati all'ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori. Senza questa comunicazione la detrazione decade.

Sconto in fattura e cessione del credito per la ristrutturazione cucina

Dal 2024 le possibilità di utilizzare lo sconto in fattura o la cessione del credito per la ristrutturazione della cucina sono fortemente ridotte. Il D.L. 11/2023 (cosiddetto "Decreto Blocca Cessioni") ha eliminato queste opzioni per la grande maggioranza degli interventi ordinari, inclusi il Bonus Ristrutturazioni e il Bonus Mobili.

Allo stato attuale, la ristrutturazione cucina con sconto in fattura è possibile solo per:

  • Interventi rientranti nel Superbonus (110% in fase di esaurimento, ora decaduto per la maggior parte dei casi)
  • Interventi su immobili danneggiati da eventi calamitosi in zone dichiarate in stato di emergenza
  • Lavori effettuati da ONLUS, APS e organizzazioni di volontariato

Per i privati che ristrutturano la propria abitazione, quindi, il meccanismo più comune nel 2026 è la detrazione diretta in dichiarazione dei redditi, ripartita in 10 anni. Chi non ha un reddito IRPEF sufficiente per sfruttare la detrazione rischia di perderla in parte: in questo caso è importante pianificare con il proprio commercialista prima di iniziare i lavori.

Superbonus e cucina: cosa resta nel 2026

Il Superbonus al 110% è sostanzialmente chiuso per le nuove richieste dei privati. Nel 2026 sopravvive solo per cantieri avviati con SAL (stato avanzamento lavori) già approvati entro le scadenze precedenti, e la percentuale è scesa al 65% per i condomini con delibera entro certi termini. In ogni caso, il Superbonus non si applica ai soli lavori interni di rifacimento cucina: riguarda gli interventi "trainanti" sull'involucro edilizio (cappotto, sostituzione impianto di riscaldamento centralizzato) ai quali si possono agganciare interventi "trainati". Una ristrutturazione cucina autonoma non rientra nel Superbonus.

Bonus Acqua Potabile: il rubinetto anche in cucina

Spesso dimenticato, il Bonus Acqua Potabile è un credito d'imposta del 50% (fino a 1.000 € per le persone fisiche, 5.000 € per esercizi commerciali) per l'acquisto e l'installazione di sistemi di filtraggio, mineralizzazione o addizione di anidride carbonica dell'acqua potabile, inclusi i rubinetti filtro per cucina. Non è una detrazione IRPEF ma un credito diretto, da indicare nella dichiarazione dei redditi. È cumulabile con altri bonus.

Come si richiedono le detrazioni: il procedimento pratico

Seguire il procedimento corretto fin dall'inizio è essenziale per non rischiare il rigetto in fase di controllo fiscale:

  • Passo 1 – Titolo abilitativo: verificare se i lavori richiedono CILA, SCIA o comunicazione preventiva al Comune. La demolizione di pareti non portanti richiede CILA nella maggior parte dei casi.
  • Passo 2 – Contratto con impresa: richiedere fatture con IVA al 10% (lavori di manutenzione straordinaria su abitazioni private), non al 22%.
  • Passo 3 – Bonifico parlante: ogni pagamento deve essere effettuato con bonifico dedicato che riporti: causale con riferimento normativo, codice fiscale del committente, P.IVA o codice fiscale dell'impresa. La banca tratterrà una ritenuta d'acconto (8%) sul pagamento.
  • Passo 4 – ENEA (se Ecobonus): entro 90 giorni dalla fine lavori, trasmettere la scheda descrittiva sul portale ENEA.
  • Passo 5 – Dichiarazione dei redditi: inserire le spese nel modello 730 o Redditi PF, indicando l'anno di inizio lavori e il codice della detrazione.

Per orientarsi sui costi complessivi dell'intervento prima di impegnarsi, è utile richiedere un preventivo gratuito che tenga conto sia delle lavorazioni sia delle agevolazioni applicabili.

IVA agevolata al 10% sui lavori di cucina

Indipendentemente dalla detrazione, i lavori di ristrutturazione cucina su abitazioni private godono dell'IVA al 10% invece del 22%, se rientrano nella manutenzione straordinaria, restauro o risanamento conservativo. Questo si traduce in un risparmio immediato in fattura. L'IVA ridotta si applica alla manodopera e ai materiali "inglobati" nell'opera (piastrelle, pavimenti), ma non ai beni "di valore significativo" (es. cucina componibile, elettrodomestici) che seguono regole proprie.

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Cumulabilità tra bonus: cosa si può abbinare

Più bonus possono coesistere sullo stesso cantiere cucina, a patto che si riferiscano a spese distinte e documentate separatamente:

  • Bonus Ristrutturazioni + Bonus Mobili: compatibili, il secondo richiede il primo come condizione
  • Bonus Ristrutturazioni + Ecobonus: compatibili se gli interventi sono separati e non si detrae la stessa spesa due volte
  • Bonus Acqua Potabile + qualsiasi altro bonus: compatibile, è un credito autonomo
  • Ecobonus + Bonus Mobili: compatibili se il Bonus Mobili è agganciato a una ristrutturazione edilizia

Non è mai possibile detrarre la stessa spesa con due bonus diversi: ogni voce di costo deve essere assegnata a un solo beneficio fiscale.

Errori comuni da evitare

  • Pagare in contanti: fa decadere il diritto alla detrazione. Anche un solo pagamento irregolare può compromettere l'intero bonus.
  • Dimenticare il bonifico parlante: un bonifico ordinario non è sufficiente. La banca deve applicare la ritenuta, e per farlo il bonifico deve avere la causale corretta.
  • Non verificare la classe energetica degli elettrodomestici prima dell'acquisto: acquistare un frigorifero o una lavastoviglie fuori classe fa perdere il Bonus Mobili su quella voce.
  • Comprare mobili senza aver eseguito lavori edilizi: senza un intervento di ristrutturazione documentato il Bonus Mobili non spetta, anche se si acquista una cucina nuova.
  • Non comunicare all'ENEA: per l'Ecobonus è obbligatorio. La mancata trasmissione entro 90 giorni fa perdere tutta la detrazione, non solo una parte.
  • Superare il massimale senza accorgersene: il tetto dei 96.000 € del Bonus Ristrutturazioni è cumulativo su tutti i lavori dell'immobile, non solo sulla cucina. Chi ha già eseguito altri interventi deve verificare quanto residuo rimane.

Quanto si risparmia concretamente: esempi pratici

Una ristrutturazione cucina completa con rifacimento impianti, nuovi pavimenti e rivestimenti ha un costo tipico tra 8.000 e 20.000 euro per la parte edile, a cui si aggiunge il costo degli arredi (cucina componibile: 5.000–20.000 €) e degli elettrodomestici. Con il Bonus Ristrutturazioni al 50%, su una spesa edile di 15.000 € si recuperano 7.500 € in 10 anni (750 €/anno di riduzione IRPEF). Aggiungendo il Bonus Mobili al 50% su 5.000 €, si recuperano altri 2.500 € in 10 anni. Il risparmio totale può arrivare a 10.000 euro su un intervento completo, da scalare dall'IRPEF dovuta anno per anno.

Per avere un quadro preciso sui costi in relazione alle agevolazioni applicabili alla tua situazione, consulta anche la guida sui tipi di cucina e sulle caratteristiche tecniche per scegliere la soluzione più adatta.

Domande frequenti

Posso detrarre la cucina componibile acquistata da un grande magazzino?

Sì, se rispetti le condizioni del Bonus Mobili: devi aver eseguito lavori di ristrutturazione sull'immobile, pagare con carta o bonifico (non contanti), e conservare la fattura. Non importa dove acquisti la cucina, purché l'acquisto sia documentato e il prodotto rientri nelle categorie ammesse.

La ristrutturazione della cucina in affitto dà diritto alle detrazioni?

Sì, ma con alcune condizioni. Il conduttore (inquilino) può beneficiare del Bonus Ristrutturazioni solo se esegue lavori con il consenso scritto del proprietario e a propria cura e spese. Il massimale di 96.000 € si applica all'immobile, non al soggetto: se il proprietario ha già utilizzato parte del bonus, lo spazio residuo si riduce. È sempre consigliabile regolare tutto per iscritto prima di iniziare.

Se rifaccio solo il pavimento della cucina, ho diritto al bonus?

Sì. La sostituzione del pavimento rientra nella manutenzione straordinaria se cambia completamente la finitura, e dà diritto al Bonus Ristrutturazioni al 50%. In alcuni casi può rientrare anche nella manutenzione ordinaria se si tratta di semplice rifacimento a parità di materiale, ma in quel caso la detrazione non si applica. Il confine è spesso sottile: meglio far qualificare l'intervento dall'impresa in fattura come "manutenzione straordinaria" quando appropriato.

Il bonus ristrutturazioni si applica anche all'acquisto di una cucina in muratura?

La cucina in muratura è considerata un'opera edile e non un mobile, quindi non rientra nel Bonus Mobili. I costi di realizzazione (muratura, piastrellatura, piano in pietra o resina) rientrano invece nel Bonus Ristrutturazioni al 50%, come qualsiasi altra lavorazione edile. La distinzione è: se è fissa e realizzata in opera, è edilizia; se è componibile e smontabile, è arredamento.

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