- Pendenza minima consigliata: 2-3% per lo scarico delle acque reflue
- Costo della posa di scarichi: 15-35 €/metro lineare per tubi in PVC, 20-45 €/metro per ghisa
- Materiali principali: PVC, polipropilene, ghisa e rame, ciascuno con caratteristiche e usi specifici
- Interventi di riparazione: 150-500 € per stappature, 300-800 € per sostituzione parziale di tubazione
Gli scarichi sono il cuore invisibile di ogni impianto idraulico: convogliano le acque reflue da bagni, cucina e lavanderie verso la colonna di scarico e la rete fognaria. Una corretta progettazione e posa con pendenze adeguate (circa 2-3% verso il basso) è fondamentale per evitare ristagni, cattivi odori e malfunzionamenti. I problemi più frequenti riguardano intasamenti, erosione delle tubazioni e non conformità alle norme UNI EN 12056, che regolano il dimensionamento e l'installazione.
Tipologie di Tubi di Scarico e Materiali
La scelta del materiale è determinante per la durabilità e le prestazioni dell'impianto. Ogni materiale ha caratteristiche, costi e impieghi diversi.
PVC (Polivinilcloruro)
È il materiale più diffuso negli impianti moderni per scarichi sanitari e pluviali. Leggero, facile da montare e economico (7-12 € al metro per tubi standard DN 40-50 mm), il PVC resiste bene agli agenti chimici comuni e non richiede manutenzione particolare. Si riconosce dal colore grigio o bianco e dai raccordi incollati con solvente specifico. Nelle ristrutturazioni è quasi sempre la prima scelta per nuovi impianti o sostituzioni parziali. Supporta temperature fino a 60°C in continuo, adatto ai deflussi da bagni e cucine.
Polipropilene (PP)
Materiale più resistente alle temperature rispetto al PVC, arriva fino a 80°C. Viene usato quando vi è la necessità di smaltire acque più calde o in caso di frequenti lavaggi. Il costo è leggermente superiore (10-15 € al metro) e l'installazione richiede sistemi di raccordo diversi (aggraffature a pressione o viti). In bagni con grandi consumi di acqua calda o in cucine professionali è più durevole nel tempo.
Ghisa Sferoidale e Ghisa Grigia
Materiale storico e ancora utilizzato in rifacimenti di edifici datati o dove è già presente. La ghisa sferoidale è più robusta (16-28 € al metro) rispetto alla ghisa grigia pura. Garantisce isolamento acustico superiore (il PVC fa più rumore durante i deflussi) ed è estremamente durabile, anche oltre 50 anni se ben mantenuta. Richiede però competenze di posa specifiche: i giunti sono a piombo calafatato o con sigillante elastico. Nel tempo può corrodersi internamente se non trattata correttamente, creando perdite localizzate.
Rame
Usato soprattutto in impianti di lusso o dove è richiesta una particolare resistenza. Il costo è notevolmente più alto (25-50 € al metro) e la posa richiede saldature. Ha proprietà antibatteriche naturali e non si corrode. Raramente si sceglie per scarichi ordinari, ma rimane una soluzione tecnica valida in certi contesti. È facile da riconoscere dal colore rossastro e dalla lucentezza caratteristica.
Polietilene (PE) ad Alta Densità
Meno comune per scarichi interni, ma usato talvolta per collettori interrati o drenaggi. Costo medio (8-14 € al metro), buona flessibilità e resistenza all'umidità. Non è standard per tubi di scarico in bagno, ma ha applicazioni specifiche in progetti particolari.
Progettazione e Pendenze dello Scarico
Una delle cause principali di problemi agli scarichi è la pendenza insufficiente. La norma UNI EN 12056 stabilisce che i tubi di scarico devono avere una pendenza minima del 2% per i piccoli diametri (DN 40 mm) e del 1-2% per diametri maggiori. In pratica significa scendere di 2-3 centimetri ogni metro di lunghezza orizzontale.
Se la pendenza è inferiore (sotto l'1%), le acque reflue scorrono lentamente e i solidi si depositano all'interno del tubo, creando intasamenti frequenti. Se la pendenza è troppo elevata (oltre il 5%), l'aria fuoriesce dal sistema prima che il liquido, e il tubo perde sigillo, permettendo risalita di odori dalla fognatura. Una pendenza corretta assicura anche che l'aria entri correttamente dalle colonne di ventilazione, mantenendo il sifone di chiusura funzionante.

Nel calcolo del percorso è cruciale anche il dimensionamento dell'impianto idraulico: se il tubo è sottodimensionato (troppo piccolo), anche con pendenza corretta non scarica adeguatamente. Un tubo DN 40 mm in bagno privato è il minimo accettabile, ma in cucina spesso occorre almeno DN 50 mm per gestire il carico di una lavastoviglie.
Installazione e Posa dei Tubi di Scarico
L'installazione degli scarichi richiede precisione e competenze specifiche. I tubi vanno fissati alle pareti con staffe ogni 60-80 cm, lasciando uno spazio minimo di 5 cm dalle tubazioni di acqua fredda (per evitare riscaldamento indesiderato) e rispettando sempre le pendenze.
Passaggio in Battuta nei Muri
Quando il tubo passa attraverso muri o solai, la canaletta (lo scavo orizzontale) deve essere dimensionata con margine: il tubo non va strozzato o piegato con raggi di curvatura inferiori a 4-5 diametri. Se il tubo è DN 50 mm, il raggio minimo di piegatura è circa 200-250 mm. Questo limite vale soprattutto per il PVC, che perde elasticità al freddo.
Raccordi e Giuntature
Per il PVC, i raccordi devono essere incollati con adesivo specifico (solvente PVC, non colla universale) e in ambiente ben ventilato. La superficie deve essere pulita e asciutta. Il tempo di presa è di 3-5 minuti, ma occorre attendere 12-24 ore prima di mettere in esercizio il tubo. Un raccordo male incollato causa perdite immediate o dopo pochi mesi.
Per la ghisa, i giunti tradizionali a piombo calafatato sono eseguiti da specialisti: il piombo fuso viene versato nello spazio tra i due tubi, creando una giuntura stagna. Oggi si preferiscono sigillanti elastici moderni, che consentono piccoli movimenti senza rompersi.
Ventilazione e Colonna di Scarico
Il tubo di scarico non può finire direttamente in fognatura senza collegamento alla colonna di ventilazione (detto camino di areazione). Questa colonna consente l'ingresso d'aria e la fuoriuscita dei gas, mantenendo la pressione atmosferica all'interno. Senza ventilazione, il sifone del lavandino o della vasca non funziona: l'aria viene risucchiata dai sifoni vicini e si creano cattivi odori. La colonna deve salire almeno 1 metro oltre il tetto e terminare con una griglia o presa d'aria.
Il Tubo di Scarico Bagno: Caratteristiche Specifiche
Il tubo di scarico bagno ha esigenze particolari rispetto ad altri scarichi domestici. Bagni moderni includono lavandino, vasca e/o doccia, eventualmente bidet e toilette, ognuno con propri requisiti di scarico.
Scarico della Vasca
La vasca produce un notevole carico idrico concentrato (150-200 litri scaricati in 2-3 minuti). Il tubo di scarico della vasca deve essere di almeno DN 40 mm, ma spesso è DN 50 mm per garantire una scarica veloce. L'uscita della vasca ha un sifone integrato o esterno che impedisce la risalita di odori. Durante lo scarico di una vasca piena, la velocità dell'acqua nei tubi deve superare 0,7 m/s per evitare depositi, ma rimanere sotto 2,5 m/s per evitare erosione e rumore eccessivo.
Scarico di Doccia e Piatto Doccia
La doccia ha una portata inferiore (20-30 litri al minuto) rispetto alla vasca. Il piatto doccia deve avere una pendenza interna minima del 5% verso lo scarico per evitare ristagni d'acqua, che favoriscono muffe e batteri. Il tubo di scarico è generalmente DN 40 mm ed è collegato con una curva dolce (90° in due pezzi, non un gomito secco) per ridurre turbolenza e rumori. Se il piatto doccia è rialzato dal pavimento (come in certi bagni moderni), occorre assicurare comunque una pendenza decente della tubazione verso il basso.
Scarico del Lavandino
Diametro standard DN 32-40 mm. Il sifone del lavandino è spesso a bottiglia (S-trap) o a U (P-trap) e contiene sempre una riserva d'acqua che sigilla il passaggio dei gas fognari. Questo sifone deve poter scaricare completamente in meno di 20 secondi, altrimenti l'aria non entra correttamente dalla ventilazione e il deflusso rallenta nelle volte successive. Un accumulo di capelli e residui di dentifricio è frequente: è bene prevedere un tappo di pulizia nel punto più basso del sifone o subito a valle.
Scarico del WC
Il WC ha un proprio tubo di scarico diretto alla fognatura, senza unirsi ai tubi di acqua grigia della vasca o del lavandino in molti vecchi impianti. Negli impianti moderni, il tubo del WC (DN 100 mm per tubi in ghisa, DN 80 mm per PVC) è talvolta unito agli altri scarichi tramite un collettore, purché la pendenza e il diametro complessivo siano corretti. Il tubo non deve mai essere più piccolo di DN 80 mm per un WC.
Il Collettore di Scarico
Il collettore in impianto idraulico è il punto di convergenza di tutti i tubi di scarico prima di raggiungere la colonna verticale. È un pezzo cruciale che spesso causa confusione durante le ristrutturazioni, perché unire male i tubi a livelli diversi crea problemi di sifone e perdite di sigillo.
Un collettore ben progettato ha i seguenti requisiti: i tubi che confluiscono devono essere dimensionati in modo che la velocità totale in uscita sia tra 0,7 e 2 m/s; gli ingressi devono essere a 45° o 90° a seconda della portata; deve esservi spazio sufficiente per evitare turbolenze. Nel collettore si installa solitamente un tappo di pulizia (plug removibile) per poter stappare in caso di intasamento.
Problemi Comuni agli Scarichi
La gestione dei problemi dei scarichi richiede diagnosi precisa. I guasti più frequenti sono:
Intasamenti
Sono il problema numero uno. Causati da accumulo di capelli, saponette, carta igienica, residui di cibo o grasso solidificato. In un impianto ben progettato con pendenza corretta, gli intasamenti dovrebbero essere rarissimi. Se sono frequenti, significa che la pendenza è insufficiente o il diametro è sottodimensionato. Uno stappamento con pompa manuale costa 60-120 €, mentre l'uso della molla (tecnica più aggressiva) costa 80-150 €. Se il tubo è intasato oltre i 2-3 metri, occorre uno spurgo con idropulitrice (200-350 €) o la sostituzione del tratto intasato.
Perdite e Percolazioni
Indicate da umidità visibile sotto il tubo, macchie sul soffitto dell'appartamento sottostante, o odore di fogna nelle pareti. Le cause possono essere: giunti male incollati, crepe nel tubo (soprattutto in vecchia ghisa), oppure pendenza invertita che crea ristagni e rientranti. Una perdita puntuale in un giunto PVC può essere riparata temporaneamente con sigillante, ma la soluzione permanente è sostituire il tratto interessato (300-600 € a seconda della lunghezza e del luogo di accesso).
Cattivi Odori
Sono spesso causati da perdita di sigillo nei sifoni: l'aria della fognatura entra in bagno. Le cause includono: evaporazione della riserva d'acqua nel sifone (se non usato per settimane), rottura del sifone stesso, o ventilazione insufficiente della colonna di areazione ostruita. Se la colonna di ventilazione è intasata da foglie o nidi di uccelli, il problema è immediatamente risolvibile pulendola (100-200 € se raggiungibile dal tetto). Se il sifone perde acqua, occorre sostituirlo (50-80 € di materiale + manodopera).
Scarico Lento
Acqua che scorre a fatica o si accumula nel lavandino per secondi. Spesso è il primo segnale di intasamento incipiente o pendenza insufficiente. Una prova semplice è versare rapidamente 5-10 litri di acqua calda: se scarica velocemente, il tubo è libero. Se scolano lentamente, c'è un ostacolo o una pendenza insufficiente. Se la pendenza è insufficiente, la soluzione è spostare la colonna di scarico o installare un sifone con trappola (che riduce parzialmente il diametro) per crearne la spinta, ma è una soluzione temporanea: è meglio rifare la posa con pendenza corretta.
Erosione e Corrosione
Tubi in ghisa anziani sviluppano corrosione interna che riduce il diametro utile. Una piccola corrosione è visibile dall'interno come ruggine in polvere, ma la diagnosi sicura richiede una telecamera endoscopica (200-400 € per l'ispezione). Se la corrosione è diffusa, il tubo va sostituito. Tubi in PVC non corrrodono, ma possono degradarsi se esposti direttamente ai raggi UV per anni (in terrazzi aperti): il materiale diventa fragile e può spaccarsi.
Rumore durante lo Scarico
Tubo che "ronza" o "gorgoglia" durante lo svuotamento della vasca. Spesso è causato da: ventilazione insufficiente (aria che entra dai sifoni invece che dalla colonna), pendenza troppo elevata (acqua che scorre troppo veloce), o tubo sottodimensionato che crea effetto sifone. Aggiungere isolamento acustico intorno al tubo (schiuma o gommapiuma) riduce il rumore, ma non risolve il problema di fondo. Se è dovuto a ventilazione insufficiente, va pulita la colonna di areazione o verificato che il camino non sia ostruito.
Costi e Tempi di Installazione e Riparazione
I costi variano significativamente in base al materiale, alla lunghezza del tubo, alla complessità dell'accesso e alla localizzazione geografica. Di seguito gli intervalli realistici:
Posa di Scarichi Nuovi
Per una ristrutturazione completa di un bagno privato con posa di scarichi in PVC:
- Tubo PVC DN 40-50 mm: 15-25 €/metro (solo materiale); manodopera 20-35 €/metro, totale 35-60 €/metro complessivo
- Raccordi, sifoni, ventilazione: 200-400 € per un bagno completo (lavandino, doccia, WC)
- Tempo totale: 2-4 giorni per un bagno intero, a seconda della complessità della traccia e dell'accesso
Per materiale in ghisa, i costi sono superiori: 20-45 €/metro di materiale + 40-80 €/metro di manodopera specializzata.
Stappature e Pulizia
- Stappamento semplice (pompa manuale): 60-120 €
- Molla meccanica (tubo 3-5 m): 80-150 €
- Idropulitrice (intasamento grave): 200-350 €
- Telecamera endoscopica per diagnosi: 150-300 € (non sempre necessaria)
Riparazioni e Sostituzioni
- Sostituzione sifone: 50-100 € (materiale + manodopera)
- Sostituzione tratto di tubo (0,5-1 metro): 300-500 € in PVC, 400-700 € in ghisa
- Riparazione perdita con sigillante: 80-150 € (soluzione temporanea)
- Pulizia colonna di ventilazione: 100-200 € (se raggiungibile dal tetto)
Per richiedere una stima precisa sulla base delle vostre esigenze specifiche, contattaci per un preventivo gratuito e descrivi l'intervallo e la natura del problema.
Normative e Certificazioni
In Italia, la posa di impianti idraulici, inclusi gli scarichi, è regolata da:
- UNI EN 12056: Norma europea su drenaggio delle acque reflue da edifici. Definisce diametri minimi, pendenze, ventilazione e dimensionamento dei collettori.
- UNI EN 12107: Tubi in PVC per scarichi, caratteristiche di resistenza e prove di laboratorio.
- Codice della Costruzione (Building Code) italiano: Richiede certificazione di conformità e dichiarazione di conformità per nuove installazioni.
- CILA o SCIA: Per lavori di ristrutturazione leggera è sufficiente la CILA (Comunicazione Inizio Lavori in Assenza di Permessi), mentre per ristrutturazioni importanti occorre la SCIA (Segnalazione Certificata di Inizio Attività) con allegati tecnici certificati da un professionista abilitato.
Praticamente, se state sostituendo l'impianto idraulico di un bagno, il vostro elettricista o idraulico deve rilasciare una dichiarazione di conformità alle norme UNI EN 12056. Nel caso di ristrutturazione completa, il progettista deve depositare la pratica comunale (CILA o SCIA).
Consigli Pratici per Evitare Problemi
- Verificate la pendenza durante la posa: Usate un livello digitale o un semplice tubo pieno d'acqua per controllare visivamente che il tubo scenda di almeno 2-3 cm ogni metro.
- Non comprimete i tubi: Passaggi in battuta con curve troppo strette riducono il diametro interno e creano intasamenti futuri.
- Pulite i tubi prima di incollare i raccordi: Polvere o sporco all'interno compromette la tenuta del giunto PVC.
- Controllate che la colonna di ventilazione sia libera: Una volta all'anno, se visibile dal tetto, verificate che non sia ostruita da foglie o nidi.
- Evitate di versare grasso nelle tubazioni: Il grasso solidificato crea intasamenti che richiedono interventi costosi. Versatelo in un contenitore e gettate nella spazzatura.
- Non usate tubi troppo sottili: Se avete una cucina moderna con lavastoviglie, il tubo deve essere almeno DN 50 mm, non DN 32 mm come in molte case vecchie.
- Se la casa è antica con ghisa, lasciate controllare le condizioni: Una ghisa corrosa internamente crea perdite difficili da diagnosticare. Una telecamera endoscopica costa 200-300 € e risparmia molto in futuro.
Detrazioni Fiscali per Ristrutturazioni Idrauliche
Se state facendo una ristrutturazione completa dell'impianto idraulico, potete usufruire della detrazione del 50% (ristrutturazioni edili) o della detrazione del 65% (riqualificazione energetica, se l'intervento migliora l'efficienza dell'impianto termico). Per accedere alle detrazioni, occorre:
- Affidare il lavoro a una ditta abilitata (non a privati)
- Conservare fatture e ricevute di pagamento
- Ottenere la certificazione di conformità e la dichiarazione di fine lavori da parte del professionista abilitato
- Comunicare i dati del mutuatario e dell'esecutore all'Agenzia delle Entrate entro 90 giorni dal completamento
La detrazione si distribuisce in 10 rate annuali. Per impianti idraulici ordinari (senza funzione termica), la detrazione al 50% è quella applicabile senza necessità di audit energetico preliminare.
Domande Frequenti
Quanto deve pendere un tubo di scarico?
La pendenza minima consigliata dalla norma UNI EN 12056 è del 2-3% per tubi DN 40 mm e dell'1-2% per tubi di diametro più grande. In pratica, significa scendere di 2-3 centimetri ogni metro di lunghezza orizzontale. Se la pendenza è inferiore, l'acqua scorre lentamente e i solidi si depositano, creando intasamenti. Se è troppo elevata (oltre il 5%), l'aria esce dal tubo prima del liquido e si perde il sigillo dei sifoni.
Qual è la differenza tra un tubo di scarico in PVC e uno in ghisa?
Il PVC è leggero (7-12 € al metro), facile da montare con incollaggio rapido, resiste fino a 60°C e non necessita manutenzione. La ghisa è molto più pesante, costa di più (16-28 € al metro), richiede posa specializzata, ma offre isolamento acustico superiore e durabilità oltre 50 anni. Per impianti nuovi in ristrutturazione, il PVC è quasi sempre la scelta economica e pratica. La ghisa viene mantenuta solo se già presente e in buone condizioni.
Quanto costa stappare uno scarico intasato?
Uno stappamento semplice con pompa manuale costa 60-120 €. Se l'intasamento è più profondo o grave, si usa la molla meccanica (80-150 €) o l'idropulitrice (200-350 €). Se il tubo è danneggiato o corroso, potrebbe essere necessario sostituirlo parzialmente (300-600 €).
Posso collegare direttamente il tubo di scarico del bagno alla fognatura senza colonna di ventilazione?
Tecnicamente è possibile, ma è sconsigliato. Senza colonna di ventilazione, i sifoni non funzionano correttamente: l'aria non entra dal tubo e il liquido viene risucchiato dai sifoni adiacenti, creando perdite di sigillo e cattivi odori. Inoltre, non rispetta la norma UNI EN 12056. La colonna di areazione è obbligatoria per legge e deve salire almeno 1 metro oltre il tetto con presa d'aria.
Scopri quanto costa rifare l'impianto idraulico
Ti rispondiamo in 24 ore con un preventivo chiaro e senza sorprese.

