- Costo per presa: 50-200 euro, dipende da sostituzione semplice o nuova posa con tracce
- Tempo di lavoro: 1-3 ore per presa, escluse eventuali opere murarie
- Normativa: impianto deve rispettare CEI 64-8, con interruttori differenziali e salvavita obbligatori
- Materiali essenziali: prese certificate, scatole di derivazione, cavi conformi, interruttori salvavita
Installare, sostituire o spostare una presa elettrica richiede pianificazione, materiali specifici e il rispetto delle normative vigenti. Il costo varia tra 50 e 200 euro per ogni presa, a seconda della complessità dell'intervento e della configurazione dell'impianto. I tempi di esecuzione oscillano tra 1 e 3 ore per presa, considerando anche eventuali tracce murarie e adattamenti dell'impianto esistente.
Quando e perché installare nuove prese elettriche
Le esigenze abitative cambiano nel tempo: una cucina rinnovata richiede prese in posizioni diverse, uno studio da casa necessita di alimentazione dedicata, la domotica richiede punti specifici. Aggiungere nuove prese diventa essenziale quando il numero di dispositivi supera quello dei punti disponibili, per evitare l'uso di ciabatte multiple (rischio di sovraccarico) e migliorare la sicurezza dell'impianto.
Anche la sostituzione di prese danneggiate, obsolete o prive di messa a terra è un intervento frequente in abitazioni datate. Le vecchie prese a due fori non offrono protezione contro i contatti accidentali e non rispettano i nuovi standard di sicurezza.
Sostituzione prese elettriche: come procede
La sostituzione di una presa esistente è l'intervento più semplice. Consiste nel rimuovere la vecchia presa, verificare lo stato dei cavi all'interno della scatola e installare la nuova presa certificata. Non richiede tracce murarie né modifiche strutturali all'impianto.
Procedura operativa
- Interruzione della corrente: spegnere l'interruttore principale o il salvavita relativo al circuito della presa da sostituire. Verificare con un cercafasi che non vi sia tensione residua.
- Rimozione della vecchia presa: svitare i morsetti che fissano i cavi (solitamente tre: fase, neutro, terra). Annotare la disposizione prima di scollegare, oppure fotografare per riferimento.
- Controllo dei cavi: verificare l'integrità dell'isolamento, che non vi siano abrasioni o sfilacciamenti. Se i cavi sono danneggiati, è necessario sostituirli (operazione più complessa, che può richiedere l'intervento di un elettricista qualificato).
- Installazione della nuova presa: posizionare i tre conduttori nei morsetti corretti della nuova presa (fase, neutro, terra). Stringere saldamente i morsetti con il cacciavite. Alcuni moderni terminali utilizzano sistemi "push-push" senza viti, che semplificano la posa.
- Fissaggio alla scatola: inserire la presa nella scatola di derivazione e fissarla con le viti laterali. Assicurarsi che sia perfettamente allineata e a filo con la parete.
- Collocazione della placca: posizionare la placca (o cornice) e stringere le viti di fissaggio, senza eccedere per non danneggiare il materiale.
- Test: riaccendere la corrente e verificare con un cercafasi che la presa sia alimentata. Se disponibile, testare il funzionamento del salvavita collegando un dispositivo.
Costo della sostituzione semplice: 50-100 euro per presa. Se i cavi devono essere sostituiti, il costo sale a 150-250 euro a causa della complessità e del tempo aggiuntivo.
Tempo stimato: 30-60 minuti per una sola presa, includendo verifiche e test finali.

Spostare una presa elettrica: tracce e reindirizzamento
Spostare una presa da una posizione a un'altra richiede il reindirizzamento del circuito elettrico attraverso tracce murarie. Questo intervento è più invasivo e comporta costi e tempi maggiori rispetto alla semplice sostituzione.
Fasi principali
- Progettazione del percorso: definire il tracciato più breve e pratico per collegare la nuova presa al punto di alimentazione (quadro, scatola di derivazione o altra presa). Evitare angoli acuti (preferirei curve dolci per facilitare il passaggio dei cavi) e, dove possibile, seguire percorsi già tracciati per ridurre danni murari.
- Realizzazione della traccia: utilizzare una smerigliatrice o una puntazza per scavare il canale nella muratura. La profondità consigliata è di 15-20 mm. Per pareti in cemento armato, è necessario un equipaggiamento più potente e maggiore cautela.
- Passaggio del cavo: inserire il cavo (solitamente cordone tripolare 2,5 mm² per prese standard, 4 mm² per circuiti ad alto carico) all'interno della traccia. Utilizzare tubi corrugati per proteggere il cavo e facilitare eventuali sostituzioni future.
- Chiusura della traccia: coprire il canale con malta di gesso o cemento, livellare con la parete e, se desiderato, tinteggiare.
- Installazione della scatola e della presa: procedere come per una nuova presa, con adeguato fissaggio alla parete.
- Smantellamento della vecchia presa: se la vecchia presa non serve più, rimuoverla, chiudere la scatola e coprire con una placca di finitura.
Costo dello spostamento: 150-300 euro per presa, considerando scavo della traccia, nuovo cavo, scatola, presa e finitura muraria. Se la traccia è molto lunga (oltre 3-4 metri) o attraversa elementi strutturali, il costo può aumentare significativamente.
Tempo stimato: 2-4 ore, dipendendo dalla lunghezza della traccia e dal tipo di muratura. Le pareti in cemento richiedono strumenti professionali e tempi più lunghi rispetto al laterizio.

Aggiungere una presa elettrica: collegamento a circuito esistente
Aggiungere una nuova presa senza spostarne un'altra significa allacciare un nuovo punto al circuito elettrico esistente. Questo può avvenire per derivazione da una presa adiacente, da una scatola di derivazione o direttamente dal quadro elettrico, a seconda della configurazione dell'impianto e della potenza richiesta.
Metodi di collegamento
- Derivazione da presa esistente: la soluzione più semplice e economica se la presa di origine è prossima alla nuova posizione (entro 1-2 metri). Si apre la scatola della presa esistente, si collegano i nuovi cavi in parallelo ai morsetti, poi si segue il percorso verso la nuova presa. Questo metodo è valido solo se il circuito originale non è già al suo limite di carico.
- Derivazione da scatola di derivazione: se esiste una scatola di commutazione intermedia nel percorso, si possono allacciare i nuovi cavi direttamente ai morsetti interni della scatola, dopo aver interruttato la corrente e staccato i cavi interessati.
- Derivazione dal quadro elettrico: per carichi elevati o quando le altre opzioni non sono praticabili, si installa un nuovo circuito direttamente dal quadro. Questa soluzione richiede competenze qualificate e rispetto delle normative (CEI 64-8): ogni circuito deve avere un interruttore dedicato e un salvavita dimensionato per il carico massimo. Il vantaggio è la totale indipendenza del nuovo circuito e la facilità di manutenzione.
Carica massima per presa standard: una presa da 16 A (standard italiano) supporta un carico massimo di 3.680 W (230 V × 16 A). Se la presa deve alimentare dispositivi che superano questo valore, è necessario un circuito dedicato con interruttore dimensionato adeguatamente (20, 25 o 32 A a seconda delle necessità).
Progettazione della nuova presa
Prima di installare, è essenziale verificare il carico attuale del circuito cui si desidera allacciarsi. Se il circuito già alimenta altri punti prossimi al limite, aggiungere una presa comporta il rischio di sovraccarico e scatto del salvavita. In tal caso, è obbligatorio creare un nuovo circuito dal quadro.
La scelta del calibro del cavo è fondamentale: per prese singole standard a 16 A si usa una sezione di 2,5 mm² (conduttori in rame); per circuiti a 20 A e oltre, si passa a 4 mm² o 6 mm². Un cavo sottodimensionato causa riscaldamento e rischi di incendio.
Costo dell'aggiunta di una presa con derivazione semplice: 100-180 euro (se la presa di origine è vicina e il circuito non è sovraccarico).
Costo dell'aggiunta con nuovo circuito dal quadro: 200-350 euro, che include l'interruttore automatico, il salvavita, i cavi e l'installazione della presa.
Tempo stimato: 2-3 ore per derivazione da presa esistente; 3-5 ore per nuovo circuito dal quadro (a causa della programmazione elettrica e dei controlli di sicurezza).

Normativa e sicurezza: cosa dice la CEI 64-8
In Italia, tutti gli impianti elettrici devono rispondere alla norma CEI 64-8, che fissa i requisiti di progettazione, installazione e manutenzione. Per le prese, i punti fondamentali sono:
- Messa a terra obbligatoria: ogni presa deve avere il contatto di terra (il pin arrotondato o il doppio contatto laterale). Le vecchie prese a due fori non sono ammesse in nuove installazioni o sostituzioni.
- Protezione differenziale: l'impianto deve essere dotato di salvavita (interruttore differenziale) con sensibilità massima di 30 mA per circuiti di prese generiche, e 10 mA per ambienti ad alto rischio come bagni e cucine. Questi componenti proteggono da contatti diretti e indiretti con la corrente.
- Protezione contro i sovraccarichi: ogni circuito deve avere un interruttore automatico (magnetotermico) tarato per il carico massimo dichiarato. Un circuito a 16 A ha interruttore da 16 A; uno a 20 A da 20 A, e così via.
- Sezionamento: almeno uno dei poli conduttori (fase e neutro) deve essere sezionabile tramite interruttore, per consentire la manutenzione in sicurezza.
- Distanza da elementi a rischio: le prese non devono essere poste a meno di 60 cm da docce, vasche o lavelli, oppure devono essere protette da barriere fisiche. Nelle cucine, è obbligatorio creare circuiti separati per forni e piani cottura ad alto consumo.
- Identificazione dei conduttori: la fase è marrone (o nero, in impianti datati), il neutro è celeste, la terra è giallo-verde. Un'installazione corretta rispetta rigorosamente questi colori.
Se l'impianto originale non dispone di salvavita, l'aggiunta di nuove prese rappresenta l'occasione per insistere sulla loro installazione: è una questione di sicurezza, non di estetica.
Materiali e attrezzature necessarie
Prese e componenti
- Prese elettriche standard: disponibili in versioni bipolari (16 A, 230 V) per uso generico, oppure specializzate per scopi specifici. Una presa standard costa 3-15 euro, a seconda della marca e della qualità dei contatti.
- Prese con USB integrate: sempre più comuni, permettono la ricarica diretta di dispositivi mobili senza adattatori. Costano 15-40 euro.
- Prese intelligenti (domotica): controllabili da smartphone, programmabili, con consumo energetico visualizzabile. Richiedono compatibilità con il sistema domotico scelto (vedi domotica in impianto elettrico). Prezzo: 40-150 euro per presa.
- Prese con protezione per bambini: dotate di otturatori automatici, impediscono il contatto accidentale con i poli. Costano 5-20 euro in più rispetto a una presa standard.
- Prese schuko (CEE 7/4): il tipo più diffuso in Europa continentale, con due poli tondi e contatto di terra tramite clip laterali. È lo standard italiano.
- Scatole di derivazione: contenitori in plastica o metallo che ospitano i morsetti di collegamento dei cavi. Costano 2-8 euro. Le scatole in metallo sono preferite in ambienti umidi.
- Placche e cornici: elementi estetici che ricoprono la scatola e la presa. Disponibili in plastica, metallo, vetro. Intervallo di prezzo: 2-50 euro, dipendendo dal design e dal materiale.
Cavi e conduttori
- Cavo tripolare 2,5 mm²: lo standard per circuiti di prese generiche a 16 A. Prezzo al metro: 0,40-0,80 euro. Realizzato in rame, con isolamento in PVC.
- Cavo tripolare 4 mm²: per circuiti a 20-25 A o carichi elevati (forni, boiler). Prezzo: 0,70-1,50 euro al metro.
- Cavo tripolare 6 mm²: per circuiti a 32 A o applicazioni industriali leggere. Prezzo: 1,20-2,50 euro al metro.
- Tubi corrugati protettivi: avvolgono il cavo all'interno della traccia muraria, proteggono da danni meccanici e semplificano future sostituzioni. Prezzo per metro: 0,20-0,50 euro.
- Cavi con guaina comune (cordone): tre conduttori riuniti in un'unica guaina, facilitano la posa rispetto ai cavi separati. Preferibili quando lo spazio è limitato.
Interruttori e protezioni
- Interruttore automatico (magnetotermico): protegge il circuito da sovraccarichi e cortocircuiti. Tarature comuni: 6, 10, 16, 20, 25, 32 A. Prezzo unitario: 15-50 euro.
- Interruttore differenziale (salvavita): rileva dispersioni di corrente verso terra e interrompe l'alimentazione in pochi millisecondi, proteggendo da contatti accidentali. Sensibilità: 10 mA o 30 mA. Prezzo: 40-120 euro.
- Interruttori combinati (RCCB + MCB): integrano in un unico componente la protezione differenziale e il magnetotermico. Prezzo: 60-150 euro, ma occupano meno spazio nel quadro.
Attrezzi e strumenti
- Cercafasi digitale: verifica la presenza di tensione e individua il conduttore di fase. Essenziale per la sicurezza prima di qualsiasi intervento. Prezzo: 10-30 euro.
- Cacciavite piatto e a croce: per svitare e serrare i morsetti. Prezzo: 3-10 euro al pezzo.
- Pinze spellafili: rimuovono l'isolamento dai cavi per circa 5-8 mm, fondamentali per una connessione salda. Prezzo: 5-20 euro.
- Smerigliatrice angolare (per tracce): scava i canali murari. Necessaria per spostamenti o nuove prese. Prezzo di affitto: 20-40 euro al giorno; acquisto: 50-150 euro.
- Puntazza e martello (alternativa a bassa tecnologia): per piccoli canali in muratura tradizionale. Prezzo totale: 15-30 euro.
- Livella: garantisce che la scatola e la presa siano perfettamente allineate. Prezzo: 8-20 euro.
- Metro a nastro: misura distanze e percorsi dei cavi. Prezzo: 5-15 euro.
Errori comuni da evitare
- Non controllare la tensione prima di lavorare: il primo passo è spegnere l'interruttore e verificare con cercafasi che non vi sia corrente. Saltare questo step è estremamente pericoloso.
- Cavi sottodimensionati: usare un cavo da 1,5 mm² per un circuito a 16 A causa riscaldamento e aumenta il rischio di incendio. Verificare sempre la sezione corretta in base al carico.
- Prese senza terra: anche se il vecchio impianto non la prevedeva, aggiungere una presa senza il contatto di terra è vietato dalle norme moderne e riduce la sicurezza.
- Mancanza di salvavita: impianti vecchi spesso ne sono privi. Quando si aggiungono nuove prese, è il momento giusto per installarli. Non è un optional.
- Overloading su un singolo circuito: aggiungere troppe prese a un circuito già carico causa scatti frequenti del salvavita e usura prematura. Se è necessaria molta potenza, creare un circuito dedicato dal quadro.
- Tracce non protette: se il cavo passa in una traccia aperta durante i lavori, deve essere coperto il prima possibile per evitare danni accidentali.
- Inversione di fase e neutro: in caso di dubbio sulla colorazione dei cavi (spesso nei vecchi impianti), identificare correttamente quali sono fase e neutro. Un errore causa malfunzionamenti e rischi.
- Scatole non fissate correttamente: una scatola allentata causa contatti difettosi e rischi di elettrocuzione. Deve essere serrata saldamente alla parete o al condotto.
- Mancato test dopo l'installazione: verificare sempre che la nuova presa sia alimentata e funzioni correttamente prima di considerare il lavoro finito. Se disponibile, testare il salvavita con il pulsante di prova.
Detrazioni fiscali e permessi
In Italia, la sostituzione o l'aggiunta di prese in ambito di riqualificazione energetica dell'impianto elettrico può rientrare in detrazioni fiscali, a specifiche condizioni:
- Ristrutturazione edilizia: se l'intervento rientra in un progetto più ampio di ristrutturazione (es. riqualificazione complessiva dell'impianto), è possibile ottenere una detrazione del 50% per spese di ristrutturazione.
- Riqualificazione energetica: se l'intervento riguarda l'efficientamento della struttura (es. installazione di domotica per ridurre i consumi), si può accedere alla detrazione del 65% per interventi di riqualificazione energetica.
- Interventi isolati: una semplice sostituzione di prese non rientra di per sé in detrazioni, a meno che non sia parte di un progetto più ampio certificato da un tecnico competente.
Per usufruire delle detrazioni, è necessario che i lavori siano eseguiti da un tecnico o da un'impresa qualificata, con documentazione completa (fatture, certificati di conformità, relazione tecnica). Per interventi oltre i 3.000 euro, è spesso obbligatoria una CILA o SCIA presso il Comune.
Calcola la tua stima gratuita per verificare il costo effettivo del tuo intervento e le eventuali detrazioni applicabili.

Quando rivolgersi a un professionista
Sebbene la sostituzione semplice di una presa sia un'operazione che un proprietario attento può eseguire (avendo cura di spegnere la corrente), ci sono situazioni in cui è imperativo contattare un elettricista qualificato:
- Lavori che richiedono tracce murarie: smerigliatrice, calcoli di carico, corretta identificazione dei circuiti richiedono competenza.
- Nuovi circuiti dal quadro: modifiche al quadro elettrico riservate a professionisti abilitati.
- Dubbi sull'impianto esistente: se non è chiaro quale circuito alimenta quale presa, o se il vecchio impianto è privo di salvavita, è meglio una diagnosi professionale.
- Esigenze di domotica: l'integrazione in un sistema domotico richiede configurazioni specifiche.
- Certificazioni e garanzie: in caso di vendita imminente o esigenze di documentazione formale, è consigliabile una certificazione di conformità redatta da un professionista.
Domande frequenti
Quale deve essere la distanza tra due prese su una stessa parete?
Non esiste una distanza minima fissa per legge in Italia. La norma CEI 64-8 consiglia una presa ogni 3-4 metri di parete lineare per locali d'uso generico, e distanze minori (fino a 1,5 metri) in cucine e ambienti di servizio. La scelta dipende dalle necessità funzionali e dall'estetica desiderata. In pratica, la maggior parte dei progetti residenziali prevede una presa ogni 2-3 metri in soggiorno e cucina, e una ogni 3-4 metri in camere da letto.
Posso sostituire una presa a due fori (senza terra) con una a tre fori mantenendo i vecchi cavi?
No, è sconsigliato e tecnicamente non conforme. Se i vecchi cavi non hanno il conduttore di terra, è necessario farli sostituire prima di installare una presa a tre fori. Aggiungere il filo di terra in assenza di punto di messa a terra nel circuito non offre protezione reale e viola le norme vigenti. Se l'impianto è privo di terra, contattare un elettricista per aggiungere il conduttore di terra al quadro e all'intero circuito.
Quanto costa far installare un nuovo circuito di prese dal quadro?
Il costo complessivo per un nuovo circuito dal quadro varia da 250 a 500 euro, in base alla lunghezza del percorso, al numero di prese desiderate (il primo circuito è il più costoso per le modifiche al quadro; aggiungere ulteriori prese sullo stesso circuito costa meno). Questo include interruttore automatico, salvavita, cavi, tubi protettivi, scatole e prese finali. Richiedi un preventivo personalizzato per un'accuratezza maggiore in base alla configurazione specifica della tua abitazione.
Cosa significa quando il salvavita scatta frequentemente dopo aver aggiunto nuove prese?
Significa che il circuito è sovraccarico: la somma dei consumi dei dispositivi alimentati supera la capacità massima. Prima di tutto, identificare quale apparecchio causa il problema (generalmente scatole diffusori, asciugacapelli, termoventilatori richiedono molta potenza). Poi, spostare quel carico su un circuito diverso o, meglio, creare un circuito dedicato dal quadro se il carico è permanente. Scatti frequenti indicano anche un possibile guasto nel salvavita stesso: far controllare l'impianto da un professionista.
È vero che i cavi interrati in tracce non protette rischiano di rompersi?
Sì. Un cavo nudo in una traccia muraria è vulnerabile a danni meccanici (urti, vibrazioni, usura da sfregamento), all'umidità e agli agenti atmosferici. Sempre utilizzare tubi corrugati protettivi attorno ai cavi, soprattutto in ambienti umidi (bagni, cantine) o ad alto traffico. Questa protezione riduce il rischio di guasti e facilita future sostituzioni senza scavare nuove tracce.
Quali sono le normative per installare prese in cucina?
La cucina è considerata un ambiente critico dalla norma CEI 64-8. Le regole principali sono: minimo 2 circuiti separati per prese (escludendo gli apparecchi fissi come forni e piani cottura); prese non poste a meno di 60 cm da lavelli, docce o vasche (con eccezioni se protette da barriere fisiche); uso obbligatorio di salvavita a 10 mA per protezione aggiuntiva. Gli apparecchi ad alto consumo (forno, piano cottura) hanno circuiti dedicati con interruttore e salvavita dimensionati specificamente. Consultare l'impianto elettrico per dettagli completi su progettazione e normative.
Come riconosco se il mio impianto è idoneo per aggiungere nuove prese senza rischi?
Un impianto idoneo ha questi caratteristiche: presenza di salvavita sul quadro (almeno uno, idealmente uno per ogni circuito), interruttori automatici tarati per il carico, conduttori di terra evidenti e continui, assenza di danneggiamenti visibili nei cavi e nelle scatole, colorazione corretta dei conduttori. Se il tuo impianto è stato realizzato prima del 1990, è probabile che manchi il salvavita e la terra: una diagnosi professionale è il primo passo consigliato.
Scopri quanto costa rifare l'impianto elettrico
Stima dettagliata in 2 minuti, gratis e senza impegno. Semplice e veloce.

