- Costo medio rifacimento impianto elettrico: 4.000–10.000 € per appartamento 80-100 m²; 40–80 €/m² per impianti nuovi in ristrutturazione
- Tempi di esecuzione: 3–7 giorni per appartamento standard, 2–3 settimane in ristrutturazione integrale
- Obbligatoria la Dichiarazione di Conformità (DdC) rilasciata dall'installatore abilitato al termine dei lavori
- Detrazione fiscale del 50% (Bonus Ristrutturazioni) applicabile ai lavori di rifacimento impianto in abitazioni private
Cosa realizziamo
Quadro Elettrico in Impianto Elettrico a Milano
Scopri →Salvavita in Impianto Elettrico a Milano
Scopri →Prese in Impianto Elettrico a Milano: Posa
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Messa a terra: cos’è, come funziona e perché è fondamentale per la sicurezza dell’impianto. La guida…
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Scopri →Rifare o mettere a norma l'impianto elettrico di un appartamento a Milano costa in media tra i 4.000 e i 10.000 euro per un appartamento di medie dimensioni (80-100 m²), con variazioni significative in base all'età dell'impianto, al numero di punti luce e alla complessità delle opere murarie. I tempi di esecuzione vanno da 3 a 7 giorni lavorativi per un appartamento standard, salendo a 2-3 settimane in caso di ristrutturazione integrale dell'immobile.
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Quando è necessario ristrutturare l'impianto elettrico
Molti appartamenti milanesi, soprattutto quelli costruiti prima degli anni '90, hanno impianti elettrici che non soddisfano più le normative vigenti. In questi casi non si tratta solo di un problema estetico: un impianto vecchio o non a norma è un rischio concreto di corto circuito, sovraccarico e incendio.
I segnali che indicano la necessità di intervenire sull'impianto elettrico di casa sono chiari se sai dove guardare:
- Scatole di derivazione aperte o fusibili al posto degli interruttori differenziali (salvavita)
- Cavi in piombo o gomma non schermata, tipici degli impianti ante '70
- Assenza di messa a terra o impianto di terra non efficiente
- Interruttori e prese anni '80 con spine a due poli senza terra
- Disgiuntori che scattano frequentemente o luci che lampeggiano
- Numero insufficiente di prese rispetto alle esigenze moderne (climatizzatori, lavastoviglie, caricatori, ecc.)
- Quadro elettrico sottodimensionato rispetto ai carichi attuali
Se stai pianificando una ristrutturazione casa completa, il rifacimento dell'impianto elettrico deve essere tra i primi interventi da programmare: viene eseguito prima della posa dei pavimenti e della tinteggiatura, per non dover riaprire le tracce dopo.
Cosa comprende un rifacimento completo dell'impianto elettrico

Quando parliamo di ristrutturare l'impianto elettrico in modo completo, l'intervento copre ogni componente dell'impianto, dalla distribuzione principale fino alle singole prese. Ecco cosa viene fatto in un cantiere reale:
Quadro elettrico (centralino)
Il vecchio quadro viene smontato e sostituito con uno nuovo dotato di interruttore generale, interruttori magnetotermici differenziali (salvavita) per ogni circuito e, negli impianti più moderni, protezione contro le sovratensioni (SPD). Per un appartamento di 100 m² si prevedono in genere da 8 a 14 circuiti separati.
Tracciatura e posa dei cavidotti
Le tracce vengono aperte nelle pareti con fresa o scalpello, vengono posati i tubi corrugati (cavidotti) in PVC o polietilene e infissi nelle murature. In alternativa, negli ambienti dove non si vuole intervenire sulle pareti, si usa il canalino a vista. I cavi vengono poi infilati nei tubi a lavori quasi conclusi.
Cablaggio e circuiti
I conduttori utilizzati in Italia devono essere conformi alla norma CEI 20-20 e avere sezione adeguata al carico: 1,5 mm² per i circuiti luce, 2,5 mm² per le prese standard, 4 mm² per i circuiti dedicati (lavatrice, lavastoviglie, forno, condizionatore), fino a 6 mm² per le piastre a induzione. Ogni circuito è separato e protetto autonomamente.
Installazione prese e interruttori
La installazione delle prese segue le normative CEI 64-8: nelle stanze umide (bagno, cucina) si applicano regole specifiche sulle distanze minime da vasche, docce e lavelli. Ogni locale deve avere un numero minimo di prese definito dalla norma in base ai metri quadri.
Punti luce e corpi illuminanti
La installazione dei punti luce include plafoniere, faretti da incasso, luci LED a binario e sistemi domotici per la gestione dell'illuminazione. In un appartamento di 90 m² si prevedono mediamente tra 20 e 35 punti luce totali.
Messa a terra
La messa a terra in impianto elettrico è obbligatoria per legge dal 1990 (DPR 447/91) e deve essere verificata con misurazione strumentale. Negli appartamenti in condominio ci si collega all'impianto di terra condominiale; nelle villette si realizza un dispersore proprio (picchetti in acciaio zincato o rame interrati).
Impianto citofonico e videocitofonico
Spesso in fase di ristrutturazione si approfitta per sostituire il vecchio citofono con un sistema moderno. La installazione del videocitofono richiede la posa di un cavo dedicato o, nei sistemi IP, può sfruttare la rete dati esistente.
Impianto elettrico in ristrutturazione edilizia: normativa e permessi
Il rifacimento dell'impianto elettrico in un appartamento privato non richiede una pratica edilizia autonoma (non serve CILA né SCIA per l'impianto in sé), ma se i lavori elettrici sono parte di una ristrutturazione più ampia che modifica la distribuzione interna, la pratica edilizia complessiva deve essere presentata. Quello che è invece sempre obbligatorio è la Dichiarazione di Conformità (DdC) ai sensi del DM 37/2008: è il documento che certifica che l'impianto è stato realizzato a regola d'arte da un installatore abilitato. Senza di essa l'impianto non è legalmente a norma, non è assicurabile e non può essere venduto con l'immobile.
Per approfondire tutti gli aspetti normativi, consulta la guida sulle normative e regolamenti dell'impianto elettrico.
Detrazioni fiscali
Il rifacimento dell'impianto elettrico in un'abitazione privata rientra nel Bonus Ristrutturazioni (art. 16-bis TUIR), che permette di detrarre il 50% delle spese sostenute dall'IRPEF, su un massimale di 96.000 euro per unità immobiliare, in 10 rate annuali uguali. Per accedere alla detrazione è necessario pagare con bonifico parlante (causale specifica per detrazioni edilizie) e conservare le fatture. In alternativa, laddove ancora disponibile, è possibile cedere il credito o optare per lo sconto in fattura: verifica sempre le condizioni vigenti con il tuo consulente fiscale al momento dei lavori.
Costi e prezzi: quanto costa rifare l'impianto elettrico a Milano

I prezzi a Milano riflettono i costi di manodopera tipici del mercato lombardo, mediamente più alti rispetto ad altre città italiane. Ecco le fasce di riferimento aggiornate per i principali interventi:
| Intervento | Costo indicativo |
|---|---|
| Impianto elettrico completo, appartamento 50-60 m² | 3.500 – 5.500 € |
| Impianto elettrico completo, appartamento 80-100 m² | 5.500 – 9.000 € |
| Impianto elettrico completo, appartamento 120-150 m² | 8.000 – 14.000 € |
| Sostituzione quadro elettrico | 600 – 1.500 € |
| Aggiunta punto luce o presa (su impianto esistente) | 80 – 200 € cad. |
| Messa a norma parziale (senza tracce) | 1.500 – 3.500 € |
| Impianto domotico base | 2.000 – 5.000 € in più |
Questi prezzi includono materiali di media qualità (serie civile standard), manodopera e Dichiarazione di Conformità. Non includono le opere murarie (tracce, rappezzi, intonaco) che dipendono fortemente dalla tipologia delle pareti. Per avere una stima precisa sul tuo appartamento, calcola il preventivo online in pochi minuti.
Per un'analisi dettagliata di tutti i fattori che incidono sul prezzo, consulta la nostra guida al prezzo dell'impianto elettrico al mq.
Come viene installato l'impianto elettrico: le fasi operative
Chi ha già visto un cantiere sa che l'impianto elettrico non si fa in un giorno. La sequenza è precisa e va rispettata per non creare problemi con le altre lavorazioni. Puoi leggere nel dettaglio come funziona l'installazione dell'impianto elettrico nella guida dedicata. In sintesi, le macro-fasi sono:
- Progettazione e layout: definizione dei circuiti, posizione di prese, interruttori e punti luce, dimensionamento del quadro. In appartamenti sopra 200 m² o con particolari esigenze, è richiesto un progetto firmato da un professionista abilitato.
- Tracciatura: apertura delle tracce a parete e a pavimento (se necessario) per il passaggio dei cavidotti. In questa fase si genera la maggior parte della polvere.
- Posa cavidotti e scatole: installazione dei tubi corrugati e delle scatole da incasso per prese e interruttori.
- Infilaggio cavi: dopo la chiusura delle tracce e il rappezzamento, si infilano i conduttori nei tubi.
- Cablaggio quadro: collegamento di tutti i circuiti al quadro elettrico, con etichettatura di ogni linea.
- Collegamento utenze: montaggio di prese, interruttori, plafoniere e corpi illuminanti.
- Test e collaudo: verifica con strumentazione certificata (misura della resistenza di isolamento, continuità del conduttore di protezione, misura dell'impedenza dell'anello di guasto).
- Rilascio DdC: emissione della Dichiarazione di Conformità con allegati obbligatori.
Impianto elettrico in appartamento: errori comuni da evitare
Negli oltre 200 cantieri completati a Milano e provincia, abbiamo visto gli stessi errori ripetersi. Conoscerli aiuta a scegliere meglio l'impresa e a fare le domande giuste in fase di preventivo.
- Cavi non protetti in tubo: i conduttori devono sempre scorrere dentro cavidotti per poter essere sostituiti senza rompere le pareti. Chi posa i cavi direttamente nella traccia crea un problema futuro certo.
- Sezione dei cavi sottodimensionata: usare 1,5 mm² per le prese è un errore frequente nei lavori low-cost. Porta surriscaldamento e rischio incendio.
- Circuiti non separati: mettere cucina, lavatrice e forno su un unico circuito causa scatti continui e non rispetta la norma CEI 64-8.
- Nessun circuito dedicato per i grandi elettrodomestici: lavatrice, lavastoviglie, forno, piano cottura a induzione e climatizzatori devono avere ognuno il proprio circuito e la propria protezione.
- Messa a terra assente o non verificata: molti impianti "ristrutturati" in economia hanno un filo giallo-verde collegato al nulla. La misura strumentale è l'unico modo per verificarla davvero.
- Quadro senza spazio di riserva: un quadro pieno al 100% diventa un problema alla prima esigenza aggiuntiva (colonnina di ricarica auto, pompa di calore, ecc.).
- Assenza di DdC: accettare lavori senza dichiarazione di conformità significa non avere tutele, non poter accedere alle detrazioni fiscali e avere problemi in caso di sinistro o vendita dell'immobile.
Perché affidarsi a SOSER per l'impianto elettrico a Milano

SOSER opera su Milano e provincia con un modello chiavi in mano: un unico referente coordina muratori, elettricisti, idraulici e posatori, eliminando la frammentazione tipica dei cantieri gestiti da più ditte separate. Questo si traduce in tempi rispettati e in un cantiere che lavora in sequenza logica, senza attese o rilavorazioni.
Prima di iniziare qualsiasi lavoro, effettuiamo un sopralluogo gratuito per valutare l'impianto esistente, rilevare le criticità e definire un preventivo scritto e dettagliato, voce per voce. Nessuna sorpresa in corso d'opera. Tutti i lavori elettrici eseguiti sono coperti da garanzia di 24 mesi.
Puoi approfondire l'ambito di intervento nella pagina dedicata all'impianto elettrico a Milano, Monza e Pavia, oppure leggere la guida completa sull'impianto elettrico per capire come funziona ogni componente.
Domande frequenti sull'impianto elettrico a Milano
È obbligatorio rifare tutto l'impianto o si può intervenire solo in parte?
Dipende dallo stato dell'impianto e dall'estensione della ristrutturazione. Se le pareti vengono aperte per altri lavori (es. sostituzione dei pavimenti o nuovo bagno), conviene quasi sempre rifare l'impianto in quei locali. Se invece l'impianto è relativamente recente ma ha alcune criticità, è possibile un intervento parziale: sostituzione del quadro, aggiunta di circuiti mancanti o rifacimento del solo bagno. Il sopralluogo serve proprio a valutare qual è l'intervento minimo efficace.
Quanto tempo ci vuole per rifare l'impianto elettrico di un appartamento di 90 m²?
In un appartamento vuoto da ristrutturare integralmente, la fase elettrica (dall'apertura delle tracce al cablaggio del quadro) richiede in genere 5-7 giorni lavorativi per 90 m². Se si lavora in un appartamento abitatoCon i mobili presenti e in sequenza con altre lavorazioni, i tempi si dilatano. Nel contesto di una ristrutturazione chiavi in mano, l'impianto elettrico viene pianificato in modo da non frenare le altre lavorazioni parallele.
La Dichiarazione di Conformità è davvero necessaria?
Sì, senza eccezioni. La DdC è obbligatoria per legge (DM 37/2008) per tutti gli impianti realizzati da imprese. Serve per accedere alle detrazioni fiscali, per stipulare o rinnovare la polizza incendio, per vendere l'immobile con regolarità e per far valere la garanzia in caso di sinistro. Un'impresa che si rifiuta di rilasciarla o che la emette senza effettuare le verifiche strumentali non sta lavorando a regola d'arte.
Posso installare un impianto domotico in fase di ristrutturazione?
Assolutamente sì, ed è il momento migliore per farlo: con le pareti aperte i costi aggiuntivi sono minimi rispetto a un intervento successivo. I sistemi domotici più diffusi in appartamento gestiscono illuminazione (accensione, dimmer, scenari), tapparelle motorizzate, termoregolazione per zona e sicurezza (antifurto, videocitofono IP). I sistemi a bus (KNX, BTicino MyHome, Legrand Céliane) richiedono cavi dedicati; quelli wireless (Shelly, Zigbee) possono essere aggiunti anche dopo su impianto esistente, ma con funzionalità più limitate.
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