- Detrazione Ecobonus per infissi: 50% della spesa (ex 65%) con limite di spesa di 60.000 € per unità immobiliare
- Bonus Ristrutturazione: 50% della spesa fino a 96.000 € per unità immobiliare, senza obbligo di requisiti energetici specifici
- È possibile sostituire solo gli infissi senza altri lavori di ristrutturazione e accedere comunque alle detrazioni
- I pagamenti devono essere effettuati con bonifico parlante; la documentazione va conservata per 10 anni
La sostituzione di finestre e porte-finestre beneficia di detrazioni fiscali che variano tra il 50% e il 65% della spesa, a seconda dell'incentivo scelto. Nel 2026 il quadro normativo si è aggiornato: l'Ecobonus è ancora attivo ma con percentuali ridotte rispetto agli anni precedenti, mentre il Bonus Ristrutturazione rimane lo strumento più utilizzato per chi cambia gli infissi. Sapere quale bonus applicare — e verificare i requisiti prima di iniziare i lavori — può fare la differenza su un risparmio che, su un appartamento medio, può superare i 3.000 euro.
Quali bonus si applicano agli infissi nel 2026
Gli infissi rientrano in due principali filoni di agevolazione fiscale: l'Ecobonus (art. 14 DL 63/2013) e il Bonus Ristrutturazione (art. 16-bis TUIR). Sono due strumenti distinti, con requisiti diversi, e spesso vengono confusi. Ecco le differenze pratiche.
Ecobonus per infissi: cos'è e come funziona
L'Ecobonus incentiva gli interventi di riqualificazione energetica. Per gli infissi, la detrazione è attualmente al 50% della spesa sostenuta, con un limite massimo di spesa detraibile di 60.000 euro per unità immobiliare (quindi detrazione massima di 30.000 €). La detrazione viene ripartita in 10 quote annuali di pari importo.
Per accedere all'Ecobonus sugli infissi, le finestre o porte-finestre sostituite devono rispettare i valori di trasmittanza termica (Uw) stabiliti dal decreto ministeriale 11 marzo 2008 e successivi aggiornamenti. I valori variano in base alla zona climatica: a Milano (zona E) il valore Uw massimo consentito per la sola finestra è 1,4 W/m²K. Il serramentista è in grado di fornire la scheda tecnica del prodotto con questi dati.
Bonus Ristrutturazione per infissi: cos'è e come funziona
Il Bonus Ristrutturazione prevede una detrazione del 50% su un massimale di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare (detrazione massima 48.000 €). Anche in questo caso la detrazione si spalma in 10 anni.
A differenza dell'Ecobonus, non richiede il rispetto di specifici valori di trasmittanza: è sufficiente che l'intervento rientri nella manutenzione straordinaria o nel recupero del patrimonio edilizio. La sostituzione di infissi rientra a pieno titolo in questa categoria.
Quale scegliere tra Ecobonus e Bonus Ristrutturazione?
Nella pratica, i massimali sono diversi ma la percentuale è oggi la stessa (50%). La scelta dipende da due fattori: se gli infissi che si vogliono installare rispettano i requisiti di trasmittanza, conviene valutare l'Ecobonus (limite di spesa più basso, ma documentazione tecnica più strutturata). Se si sostituisce solo qualche finestra con costi contenuti, il Bonus Ristrutturazione è spesso più semplice da gestire.

È possibile accedere al bonus infissi senza ristrutturazione?
Sì, e questo è uno dei punti che genera più confusione. La sostituzione degli infissi — anche da sola, senza altri lavori — è un intervento agevolabile fiscalmente. Non è necessario eseguire una ristrutturazione più ampia per accedere alla detrazione.
Questo vale sia per il Bonus Ristrutturazione sia per l'Ecobonus: entrambi consentono di detrarre la spesa anche se l'unico intervento eseguito è la sostituzione di finestre o porte-finestre. L'Agenzia delle Entrate ha confermato questo orientamento in più circolari e risoluzioni: basta che l'immobile sia esistente, che il pagamento avvenga con bonifico parlante e che si conservi la documentazione necessaria.
Questo era vero anche per il bonus infissi 2022 e il bonus infissi 2023: in quegli anni la normativa era sostanzialmente la stessa e molti contribuenti hanno beneficiato della detrazione senza aver eseguito altri lavori in casa.
Requisiti tecnici e documentazione necessaria
Prima di procedere, è utile verificare che siano soddisfatti i requisiti di accesso. Ecco cosa serve concretamente:
- Immobile esistente: la detrazione non si applica a nuove costruzioni; l'immobile deve già essere censito al catasto.
- Destinazione d'uso: l'agevolazione riguarda sia le abitazioni (prima casa, seconda casa, affitto) sia le pertinenze. Per l'Ecobonus rientrano anche gli edifici strumentali d'impresa.
- Scheda tecnica del prodotto: per l'Ecobonus è obbligatoria la scheda tecnica che certifica la trasmittanza Uw dell'infisso.
- Asseverazione (solo Ecobonus): un tecnico abilitato deve attestare la conformità dell'intervento. Molti serramentisti gestiscono direttamente questa pratica.
- Comunicazione ENEA (solo Ecobonus): entro 90 giorni dalla fine dei lavori si invia la comunicazione all'ENEA tramite il portale dedicato (enea.it).
- Bonifico parlante: il pagamento deve avvenire con bonifico bancario o postale con causale specifica che riporti il riferimento normativo (art. 16-bis TUIR o art. 14 DL 63/2013), il codice fiscale del beneficiario e il codice fiscale/P.IVA dell'impresa.
- Fattura dell'impresa: deve essere intestata al soggetto che detrae e conservata per 10 anni.
Cosa si può detrarre: la spesa coperta dal bonus
La detrazione si applica al costo totale dell'intervento, comprensivo di:
- Costo degli infissi (finestre, porte-finestre, vetrate, lucernari).
- Manodopera per la rimozione e l'installazione (vedi installazione degli infissi per capire cosa comprende questa voce).
- Smaltimento degli infissi vecchi.
- Onorario del tecnico per l'asseverazione (solo Ecobonus).
- Costo della trasmissione ENEA.
Non sono invece detraibili le spese di mobili o altri elementi accessori non direttamente connessi all'infisso, né le tende da sole se non abbinate a interventi energetici specifici.

Infissi agevolabili: tipologie ammesse
Non tutti gli infissi rientrano allo stesso modo. In linea generale sono agevolabili tutti gli tipi di infissi che delimitano il confine tra l'interno e l'esterno dell'edificio (ovvero che fanno parte dell'involucro edilizio):
- Finestre e finestre a vasistas: qualsiasi dimensione, purché su parete esterna.
- Porte-finestre: incluse le scorrevoli e le alzanti-scorrevoli.
- Portoni e porte d'ingresso: solo se verso l'esterno o su spazi non riscaldati (garage, vano scala condominiale non riscaldato).
- Lucernari e finestre da tetto: ammessi all'Ecobonus se rispettano i requisiti di trasmittanza previsti per la zona climatica.
- Vetrate panoramiche amovibili (VPA): dal 2022 rientrano nell'Ecobonus con specifiche condizioni; non devono costituire volume.
- Chiusure oscuranti abbinate: persiane, scuri, tapparelle — agevolabili solo se installati contestualmente agli infissi nell'ambito dell'Ecobonus e solo se contribuiscono al rispetto della trasmittanza media del sistema finestra-chiusura (Uw+chiusura).
Non sono invece agevolabili le porte interne, le finestre tra ambienti interni dello stesso appartamento o le sostituzioni su box auto non pertinenziali.
Per approfondire i diversi tipi di porte in infissi e le tipologie di persiane abbinabili, è utile conoscere le caratteristiche tecniche dei prodotti prima di scegliere.
Quanto si risparmia concretamente: esempi pratici
Un appartamento con 6 finestre e 2 porte-finestre in una città come Milano può avere una spesa totale di sostituzione che varia indicativamente tra 6.000 e 16.000 euro, a seconda del materiale scelto (PVC, alluminio, legno-alluminio), del tipo di vetro e delle dimensioni. Per approfondire le voci di costo ti consiglio di leggere la guida sul prezzo degli infissi.
Con una spesa di 10.000 euro e la detrazione al 50%, il beneficio fiscale è di 5.000 euro, recuperati in 10 rate annuali da 500 euro ciascuna direttamente in dichiarazione dei redditi (730 o Unico). Se il contribuente ha un'imposta lorda insufficiente a capienza, la quota non recuperabile nell'anno va persa: non è rimborsabile.
Per avere un'idea precisa sulla spesa del tuo intervento, richiedi un preventivo gratuito prima di definire il budget.
Come richiedere il bonus: procedura passo per passo
Di seguito i passaggi operativi per chi sceglie il Bonus Ristrutturazione (il più semplice da attivare):
- Scegli gli infissi e ottieni un preventivo dettagliato dall'impresa.
- Verifica che l'impresa sia abilitata e rilasci fattura regolare.
- Effettua il pagamento esclusivamente con bonifico parlante (la banca trattiene una ritenuta d'acconto del 8% sull'importo versato all'impresa; è normale).
- Conserva fattura, bonifico e documentazione tecnica degli infissi.
- In fase di dichiarazione dei redditi, inserisci la spesa nella sezione "Spese per recupero edilizio" del 730 o del modello Unico.
Per l'Ecobonus si aggiungono due passaggi:
- Acquisizione della scheda tecnica con i valori di trasmittanza certificati dal produttore.
- Asseverazione di un tecnico abilitato (geometra, ingegnere, architetto) o — per interventi di dimensioni ridotte — autocertificazione del produttore nei casi previsti.
- Invio della comunicazione all'ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori tramite il portale web enea.it.
Permessi edilizi per la sostituzione degli infissi
In generale, la sostituzione degli infissi con prodotti delle stesse dimensioni e nel rispetto delle caratteristiche originali dell'immobile non richiede permessi edilizi particolari: è considerata manutenzione straordinaria o — in alcuni casi — ordinaria. Non è necessaria la CILA né la SCIA nella maggior parte delle situazioni.
Fanno eccezione gli edifici sottoposti a vincolo paesaggistico o storico-artistico: in questo caso occorre verificare con il Comune o la Soprintendenza competente se è necessaria un'autorizzazione preventiva. La modifica del materiale (es. da legno ad alluminio) su un edificio vincolato può richiedere il parere dell'ente.
Per gli edifici in condominio, se la finestra fa parte dell'involucro condominiale (es. finestra su facciata), occorre rispettare il regolamento condominiale che spesso stabilisce criteri uniformi di colore e materiale.

Errori comuni da evitare
- Pagare in contanti o con bonifico ordinario: la detrazione decade se il pagamento non è effettuato con bonifico parlante. Anche un assegno bancario non è ammesso.
- Non verificare la trasmittanza prima di acquistare: per l'Ecobonus è indispensabile che il prodotto rispetti i valori di legge. Non tutti gli infissi in commercio li rispettano, soprattutto i prodotti entry-level.
- Dimenticare l'ENEA: molti contribuenti perdono il diritto all'Ecobonus perché non inviano la comunicazione all'ENEA entro 90 giorni dalla fine lavori. Il termine è perentorio.
- Sostituire solo il vetro: la sostituzione del solo vetro senza sostituzione del telaio non è agevolabile come intervento sugli infissi; può rientrare in altri interventi ma con condizioni diverse.
- Non conservare la documentazione: l'Agenzia delle Entrate può richiedere la documentazione anche anni dopo. Fatture, bonifici e schede tecniche vanno conservati per almeno 10 anni.
Infissi: prezzi orientativi e fattori di costo
Il costo degli infissi varia significativamente in base al materiale, alla tipologia di apertura, alle dimensioni e al tipo di vetro. Per un riscontro dettagliato consulta la guida al prezzo delle finestre, ma di seguito alcuni riferimenti orientativi per intervento completo (fornitura + posa):
- PVC standard con doppio vetro: 300–600 € a finestra di dimensioni medie (circa 120×140 cm).
- Alluminio taglio termico con doppio vetro basso-emissivo: 500–1.000 € a finestra.
- Legno-alluminio con triplo vetro: 800–2.000 € a finestra, a seconda delle lavorazioni.
- Porta-finestra scorrevole alzante in alluminio: 2.000–5.000 € in base alle dimensioni.
Su questi importi, la detrazione al 50% riduce l'esborso effettivo alla metà, recuperato però in 10 anni. Non è quindi un risparmio immediato, ma un recupero fiscale programmato.
Per gli infissi nella zona di Milano, Monza e Pavia è utile confrontare più preventivi anche perché i costi di manodopera e logistica incidono in modo rilevante sul totale.
Domande frequenti
Posso accedere al bonus infissi senza fare altri lavori di ristrutturazione?
Sì. La sostituzione degli infissi è un intervento autonomo che dà diritto alla detrazione anche se non si eseguono altri lavori. Questo vale sia per il Bonus Ristrutturazione (50%, massimale 96.000 €) sia per l'Ecobonus (50%, massimale 60.000 €), a condizione che vengano rispettati i requisiti specifici di ciascun incentivo e che il pagamento avvenga con bonifico parlante.
Qual era la situazione del bonus infissi nel 2022 e nel 2023?
Nel 2022 e nel 2023 la struttura delle detrazioni era sostanzialmente la stessa: Ecobonus al 65% (poi ridotto al 50% per la maggior parte dei casi) e Bonus Ristrutturazione al 50%. I contribuenti potevano accedere alle agevolazioni anche senza ristrutturazioni aggiuntive. L'Agenzia delle Entrate ha confermato questo orientamento con diversi documenti di prassi. Le regole operative (bonifico parlante, comunicazione ENEA, conservazione documentazione) erano già le stesse di oggi.
Chi può beneficiare della detrazione: solo il proprietario?
No. Possono detrarre le spese anche gli inquilini (con contratto di locazione regolarmente registrato), i comodatari, i familiari conviventi col proprietario e i titolari di diritti reali di godimento (usufrutto, uso, abitazione). L'importante è che chi detrae sostenga effettivamente la spesa e sia intestatario del bonifico e della fattura.
Cosa succede se vendo casa prima di aver recuperato tutta la detrazione?
In caso di vendita dell'immobile, le quote residue di detrazione non ancora fruite vengono trasferite all'acquirente, salvo accordo diverso tra le parti stipulato nel contratto di compravendita. In caso di decesso, le quote residue si trasferiscono all'erede che mantiene la detenzione materiale e diretta dell'immobile.
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