- Costo medio del rifacimento completo: 4.000-12.000 euro in base a metratura e complessità
- Tempi di esecuzione: 5-10 giorni lavorativi per appartamenti fino a 100 mq
- Richiede dichiarazione di conformità (DIC) rilasciata dall'elettricista abilitato; CILA per interventi strutturali
- I materiali (cavi, tubi, quadro) devono rispettare la norma CEI 64-8 e le relative varianti
Come si realizza un impianto elettrico: risposta diretta
Realizzare un impianto elettrico richiede una sequenza precisa di operazioni: progettazione dello schema, apertura delle tracce, posa dei tubi e dei cavi, installazione del quadro elettrico e collaudo finale. In un appartamento di medie dimensioni (80-100 mq), il rifacimento impianto elettrico completo richiede mediamente 5-10 giorni lavorativi, con costi che partono da circa 4.000-5.000 euro per arrivare a 10.000-12.000 euro per abitazioni più grandi o con soluzioni domotiche.
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Quando conviene rifare l'impianto elettrico
Non tutti i lavori elettrici richiedono un rifacimento totale. Ma ci sono situazioni in cui il impianto elettrico va sostituito integralmente, non solo riparato:
- Impianti con cavi privi di guaina (tipici degli anni '60-'70, ancora frequenti nei centri storici di Pavia e nei borghi come Belgioioso o Stradella)
- Assenza di impianto di terra o messa a terra non certificata
- Quadro elettrico con fusibili a cartuccia o interruttori obsoleti
- Ristrutturazione totale dell'abitazione che prevede spostamento di pareti
- Passaggio da 3 kW a 6 kW di potenza contrattuale
In questi casi, un intervento parziale non è sufficiente né sicuro. Il rifacimento impianto elettrico diventa l'unica soluzione per rispettare la normativa vigente, in particolare la norma CEI 64-8 e il DM 37/2008.
Fase 1: progettazione e schema elettrico
Tutto inizia dallo schema. Prima di aprire una traccia, un elettricista competente disegna (o almeno abbozza) la mappa dei circuiti: illuminazione, prese, forza motrice, impianto di terra, linee dedicate per lavatrice, lavastoviglie, forno, climatizzatori.
In un appartamento tipo da 90 mq a Pavia si prevede in media:
- 6-10 circuiti separati nel quadro
- Linee dedicate per i carichi pesanti (almeno 2,5 mm² per le prese, 4 mm² per forni e lavatrice)
- Un circuito luce per ogni zona (giorno, notte, bagni)
- Predisposizione per eventuale domotica o videocitofono
La progettazione influenza ogni scelta successiva: numero di tubi, sezione dei cavi, dimensionamento del quadro. Saltare questa fase è uno degli errori più costosi, perché si scopre tardi di dover riaprire le tracce.

Fase 2: apertura delle tracce e posa dei tubi
Le tracce sono le scanalature nelle pareti dove passano i tubi corrugati che contengono i cavi. Si aprono con il frullino (o scanalatrice elettrica): è la fase più rumorosa e polverosa del cantiere. In una casa di 90 mq si parla di 80-150 metri lineari di traccia, a seconda della distribuzione dei punti luce e prese.
I tubi corrugati devono essere:
- In PVC autoestinguente (marchio IMQ)
- Di diametro adeguato: 16 mm per linee singole, 20-25 mm dove passano più cavi
- Posati con curve ampie (raggio minimo 6 volte il diametro) per facilitare il futuro sfilaggio dei cavi
Una regola pratica che si impara sul campo: meglio abbondare con i tubi vuoti di riserva. Inserire un tubo vuoto aggiuntivo in ogni traccia costa pochissimo ora, ma evita di riaprire le pareti in futuro per aggiungere una linea.
Nei comuni della provincia di Pavia — da Vigevano a Voghera, da Mortara a Cava Manara — molte abitazioni sono in muratura portante tradizionale: le tracce vanno aperte con attenzione, verificando sempre la presenza di ferri o elementi strutturali prima di procedere.
Fase 3: posa dei cavi
Una volta posati i tubi, si sfilano i cavi. Il tipo di cavo più usato negli impianti civili è il FG16OR16, doppio isolamento, sezioni variabili:
- 1,5 mm² per i circuiti luce
- 2,5 mm² per le prese standard
- 4 mm² per lavatrice, lavastoviglie, forno
- 6 mm² per il collegamento tra contatore e quadro (linea principale)
Ogni cavo deve essere identificato ai capi con marcatori colorati o fascette numerate. È un dettaglio che sembra banale, ma chi ha fatto tanti cantieri sa che un cavo non identificato diventa un problema al momento dei collegamenti: si perde tempo a tracciarlo e si rischia di invertire i conduttori.
Per approfondire la installazione delle prese, con le distanze corrette da pavimento e le normative sui bagni, puoi consultare la guida dedicata.
Fase 4: installazione del quadro elettrico
Il quadro è il cuore dell'impianto. Deve contenere:
- Interruttore generale magnetotermico (dimensionato sulla potenza contrattuale: 25A per 6 kW, 32A per 7,5 kW)
- Interruttori magnetotermici differenziali (o salvavita) per ogni circuito
- Barra di terra equipotenziale
- Sganciatore di minima tensione (obbligatorio in alcuni casi)
Il costo del quadro elettrico varia molto: un quadro da 8-10 moduli con componenti di qualità (ABB, Legrand, Schneider) costa tra 250 e 600 euro di soli materiali. Per un appartamento da 100 mq con 10-12 circuiti, si arriva facilmente a 800-1.200 euro inclusa la manodopera di installazione.
È importante scegliere il tipo giusto di salvavita per ogni circuito: i differenziali di tipo A proteggono anche da correnti alternate pulsanti (obbligatori dove ci sono inverter, TV, computer), quelli di tipo AC bastano per illuminazione tradizionale.

Fase 5: collaudo e dichiarazione di conformità
Prima di chiudere le tracce con l'intonaco, l'elettricista esegue le misure di collaudo: resistenza di isolamento, continuità dei conduttori di protezione, verifica dell'impianto di terra con apposita strumentazione (terra sotto 20 ohm è il riferimento di norma).
Al termine dei lavori, l'installatore abilitato rilascia la dichiarazione di conformità (DIC) secondo il DM 37/2008: è un documento obbligatorio che certifica l'impianto e va conservato insieme al progetto. Senza la DIC, l'impianto non è tecnicamente a norma dal punto di vista burocratico, anche se funziona correttamente.
Se il rifacimento impianto elettrico fa parte di una ristrutturazione più ampia con spostamento di pareti o cambio di destinazione d'uso, può essere necessaria la CILA (Comunicazione di Inizio Lavori Asseverata) presso il Comune. Negli interventi puramente impiantistici interni, invece, la DIC è sufficiente.
Costi reali del rifacimento impianto elettrico
I prezzi dell'impianto elettrico dipendono da metratura, numero di circuiti, qualità dei materiali e complessità della distribuzione. Ecco una panoramica orientativa:
| Tipo di abitazione | Costo indicativo | Tempi medi |
|---|---|---|
| Appartamento 50-60 mq | 3.500 – 5.500 € | 4-6 giorni |
| Appartamento 80-100 mq | 5.500 – 8.000 € | 6-9 giorni |
| Appartamento 120-150 mq | 8.000 – 12.000 € | 8-12 giorni |
| Villa o abitazione su più livelli | 12.000 – 20.000 € | 12-20 giorni |
I fattori che fanno salire il costo sono: impianto domotico, predisposizione per ricarica auto elettrica (wallbox), soluzioni di illuminazione a LED integrato con dimmer, o abitazioni con strutture particolari (soffitti in legno, mattoni a vista). Per avere un'idea precisa sulla tua situazione, calcola il preventivo online in pochi minuti.
Sul fronte detrazioni fiscali: il rifacimento dell'impianto elettrico rientra nelle spese di manutenzione straordinaria agevolabili con la detrazione IRPEF del 50% (Bonus Ristrutturazioni), con un massimale di spesa di 96.000 euro per unità immobiliare. I pagamenti devono essere effettuati tramite bonifico parlante dedicato.
Un nostro progetto a Pavia
A titolo di esempio concreto, qui sotto trovate una galleria relativa a un rifacimento impianto elettrico completo realizzato in un appartamento nel centro di Pavia: posa tubi, quadro nuovo, circuiti separati e impianto di terra certificato con DIC finale.






Errori comuni da evitare
- Cavi senza tubo di protezione: posare i cavi direttamente nell'intonaco (senza tubo corrugato) rende impossibile sfilarli in futuro e non è a norma CEI.
- Quadro sottodimensionato: installare un quadro con troppo pochi moduli costringe ad aggiungere un secondo quadro secondario in seguito, con costi maggiori.
- Sezioni dei cavi sbagliate: usare 1,5 mm² per le prese invece di 2,5 mm² è una delle violazioni più diffuse, soprattutto nei vecchi impianti pavesi.
- Nessuna riserva di spazio nei tubi: un tubo pieno all'80% non lascia margine per future aggiunte.
- DIC non rilasciata: alcuni lavori vengono fatti "in nero" senza documentazione. È un rischio sia in caso di sinistro che in caso di vendita dell'immobile.
Domande frequenti
È obbligatorio richiedere permessi per rifare l'impianto elettrico?
Per un rifacimento puramente impiantistico all'interno di un appartamento non è necessaria la CILA né altri permessi comunali. È invece obbligatorio che l'installatore abilitato (iscritto alla Camera di Commercio) rilasci la dichiarazione di conformità (DIC) secondo il DM 37/2008. Questa va conservata e consegnata all'acquirente in caso di vendita.
Quanto dura un impianto elettrico ben realizzato?
Un impianto realizzato con materiali conformi e a norma CEI 64-8 dura 25-30 anni senza interventi straordinari. La vita utile si riduce se si usano cavi di bassa qualità, se l'impianto di terra non viene verificato periodicamente o se si aggiungono carichi non previsti in fase di progetto.
Si può fare il rifacimento impianto elettrico senza rompere le pareti?
In parte sì: è possibile usare canaline a vista (in PVC o in metallo) per le nuove linee, evitando le tracce. È una soluzione comune in locali tecnici, garage o in contesti dove le pareti non devono essere intonacate. Negli appartamenti abitati è accettata per interventi parziali, ma per un rifacimento totale le tracce a parete restano la soluzione più pratica e più ordinata esteticamente.
Qual è la differenza tra un impianto a norma e uno certificato?
Un impianto "a norma" rispetta tecnicamente i requisiti della CEI 64-8 (sezioni cavi, protezioni, messa a terra). Un impianto "certificato" ha anche la DIC rilasciata dall'installatore abilitato. Il secondo è quello che conta legalmente: senza DIC, anche un impianto tecnicamente corretto non è documentato e non ha valore ai fini assicurativi o notarili. Per una panoramica più ampia sull'argomento, consulta la guida completa sull'impianto elettrico.
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