- Costo medio impianto elettrico completo: 4.000–10.000 € per appartamenti fino a 100 mq
- Costo al punto luce: 80–150 €; costo al mq: 50–100 € per rifacimento totale
- Tempi di esecuzione: 5–15 giorni lavorativi per un appartamento tipo
- Obbligo di dichiarazione di conformità (DM 37/2008) e possibile detrazione fiscale al 50%
Rifare o mettere a norma un impianto elettrico in un appartamento a Pavia costa mediamente tra i 4.000 e i 10.000 euro per unità abitative fino a 100 mq, con variazioni significative in base all'età dell'edificio, alla complessità dell'intervento e ai materiali scelti. Il costo al punto luce si aggira tra i 80 e i 150 euro, mentre il costo impianto elettrico al mq oscilla tra i 50 e i 100 euro per una ristrutturazione completa. I lavori per un appartamento standard richiedono da 5 a 15 giorni lavorativi.
Calcola il costo del tuo impianto elettrico
Stima dettagliata in 2 minuti, gratis e senza impegno. Semplice e veloce.
Quanto costa un impianto elettrico: panoramica dei prezzi 2026
I prezzi che circolano online sono spesso troppo generici o troppo ottimisti. Nella pratica, il costo di un impianto elettrico dipende da una combinazione di fattori che nessun preventivo standardizzato riesce a catturare completamente senza un sopralluogo.
Ecco una panoramica delle fasce di prezzo realistiche per le situazioni più comuni nel territorio di Pavia:
- Messa a norma parziale (sostituzione quadro, aggiunta messa a terra, adeguamento alcuni circuiti): 1.500–3.500 €
- Rifacimento completo appartamento 50–70 mq: 4.000–6.500 €
- Rifacimento completo appartamento 80–100 mq: 6.000–9.500 €
- Appartamento 120+ mq o villa indipendente: 10.000–18.000 €
- Singolo punto luce o presa aggiuntiva: 80–150 € a punto
Questi intervalli si riferiscono a impianti con tracce a muro (sotto intonaco), cavi in guaina, scatole da incasso e quadro elettrico con differenziali e magnetotermici di buona qualità. Chi sceglie sistemi domotici o canaline a vista può avere costi sensibilmente diversi.

Fattori che fanno variare il prezzo
Età e stato dell'impianto esistente
Negli edifici del centro storico di Pavia e nei quartieri costruiti tra gli anni '50 e '70, è frequente trovare impianti con cavi in piombo, assenza di messa a terra e fusibili invece dei differenziali. In questi casi il rifacimento è obbligatoriamente totale: non si può intervenire parzialmente senza creare situazioni di rischio. Questo porta i costi verso la fascia alta degli intervalli indicati.
Tracce a muro o canaline
L'impianto sottotraccia richiede di aprire le pareti, stendere i cavi in tubo corrugato, chiudere le tracce e intonacare. È il metodo standard nelle ristrutturazioni complete e garantisce la massima estetica, ma aggiunge il costo dei lavori murari (inclusi nell'intervallo). Le canaline a vista costano meno in posa, ma di più in materiali di qualità e risultano visibili: preferibile in locali tecnici o quando si vuole evitare polvere e tempi.
Numero di circuiti e punti luce
Un impianto a norma CEI 64-8 per un appartamento di 80 mq prevede almeno 6–8 circuiti indipendenti: luci, prese generali, cucina (dedicato), lavatrice, lavastoviglie, climatizzatore. Ogni circuito aggiuntivo aumenta il costo del quadro elettrico e del cablaggio. Per capire meglio come si struttura la parte centrale dell'impianto, è utile approfondire il prezzo del quadro elettrico e cosa include.
Qualità dei materiali
Tra una serie di interruttori da 5 € l'uno e una da 25 € c'è una differenza reale di affidabilità e durata. Lo stesso vale per i cavi: usare cavi sezione 2,5 mmq per le prese e 1,5 mmq per i circuiti luce è il minimo di norma, ma molti impianti vecchi hanno sezioni inferiori. Un elettricista serio non risparmia sui cavi: è il componente più difficile da sostituire una volta chiuse le tracce.
Zona geografica e accessibilità
A Pavia città i prezzi sono leggermente più alti rispetto ai comuni limitrofi come Mede, Garlasco o Cassolnovo, per i costi di spostamento e la maggiore domanda. Nelle zone più periferiche come Stradella, Casteggio o Mortara si trovano spesso tariffe più competitive, ma è importante verificare che l'impresa rilasci la dichiarazione di conformità prevista dalla legge.
Costo impianto elettrico al mq: come si calcola davvero
Il parametro "euro al mq" è utile per una stima rapida, ma va usato con cautela. Il costo al mq oscilla tra 50 e 100 € per un rifacimento completo, ma non scala linearmente: un trilocale di 75 mq non costa proporzionalmente di meno di uno di 100 mq, perché cucina e bagni hanno una densità di punti fissi che non cambia molto con i metri quadri.
Una regola pratica: contare i punti luce (interruttori + prese + punti fissi come lavatrice, caldaia, cappa) e moltiplicare per 100–130 €. Se il numero è congruente con la stima al mq, il preventivo è credibile. Se differisce di molto, chiedere spiegazioni all'elettricista.
Per avere una cifra personalizzata sul tuo appartamento, puoi calcolare subito la tua stima gratuita inserendo i dati del tuo immobile.






Preventivo impianto elettrico: cosa deve contenere
Un preventivo impianto elettrico serio non è un foglio con scritto "rifacimento impianto: 6.000 €". Deve specificare:
- Numero e tipo di circuiti previsti
- Numero di punti luce, prese e punti fissi
- Marca e caratteristiche del quadro elettrico e dei dispositivi di protezione
- Tipo di cavi e sezioni utilizzate
- Inclusione o esclusione dei lavori murari (tracce, intonaco)
- Rilascio della dichiarazione di conformità (obbligatoria per legge, DM 37/2008)
- Tempistica stimata dei lavori
Se un preventivo non specifica i materiali o non menziona la dichiarazione di conformità, è un segnale di attenzione. La dichiarazione è indispensabile per le pratiche assicurative, per vendere l'immobile e per accedere alle detrazioni fiscali.
Per capire come viene strutturata concretamente la posa, dalla tracciatura alla connessione del quadro, è utile consultare la guida sull'installazione dell'impianto elettrico.
Burocrazia, permessi e detrazioni fiscali
Il rifacimento dell'impianto elettrico all'interno di un appartamento non richiede CILA né SCIA: è un intervento di manutenzione straordinaria che non modifica la struttura dell'edificio. Tuttavia, se i lavori fanno parte di una ristrutturazione più ampia che prevede modifiche ai locali, potrebbe servire una pratica edilizia più complessa — da verificare con il comune di riferimento.
Quello che è obbligatorio in ogni caso è la dichiarazione di conformità rilasciata dall'elettricista abilitato al termine dei lavori, prevista dal DM 37/2008. Senza questo documento l'impianto non è formalmente a norma.
Dal punto di vista fiscale, il rifacimento dell'impianto elettrico rientra nella detrazione Irpef al 50% (bonus ristrutturazioni, fino a 96.000 € di spesa) se eseguito da impresa con regolare fattura. I pagamenti devono avvenire con bonifico bancario dedicato (con causale specifica). La detrazione si recupera in 10 rate annuali uguali. Per approfondire le normative di riferimento, consulta la sezione sulle normative per l'impianto elettrico.
Errori comuni da evitare
Dopo anni di cantieri, questi sono gli errori che si vedono più spesso — e che costano caro in seguito:
- Scegliere solo in base al prezzo più basso. Un impianto mal fatto si paga due volte: la prima per farlo, la seconda per rifarlo. Un preventivo troppo basso quasi sempre nasconde cavi di sezione insufficiente, assenza di messa a terra o nessuna dichiarazione di conformità.
- Non prevedere le prese future. È il momento migliore per aggiungere prese nel posto giusto (dietro la TV, in bagno per il phon, sul balcone). Aggiungerle dopo a tracce chiuse costa molto di più.
- Ignorare il salvavita. Molti impianti vecchi hanno un unico differenziale per tutto l'appartamento. La norma CEI 64-8 raccomanda almeno due blocchi distinti. Per capire quali dispositivi scegliere, è utile leggere la guida sui tipi di salvavita disponibili.
- Non coordinare con gli altri lavori. L'elettricista deve passare prima di chi intonaca e dopo chi fa le tracce idrauliche. Un'agenda mal coordinata può costringere a riaprire muri già chiusi.
- Sottovalutare il numero di prese. La norma prevede almeno 1 presa ogni 5 mq nei locali abitativi. Nella pratica, per cucine e soggiorni moderni ne servono molte di più. Pianificarle bene dall'inizio evita l'uso cronico di ciabatte e multiprese. Per i dettagli pratici, consulta la guida sull'installazione delle prese.
Un progetto reale a Pavia
In un appartamento di 85 mq nel quartiere Borgo Ticino, abbiamo eseguito il rifacimento completo dell'impianto elettrico su un edificio degli anni '60 privo di messa a terra. L'intervento ha incluso 9 circuiti indipendenti, 42 punti luce e prese, nuovo quadro con 8 magnetotermici e 2 differenziali ad alta sensibilità, predisposizione per pompa di calore e colonnina di ricarica auto. Durata dei lavori: 10 giorni lavorativi. Costo totale: 8.200 €, detrazione al 50% inclusa nella documentazione finale.






Domande frequenti
Quanto tempo ci vuole per rifare un impianto elettrico in un appartamento?
Per un appartamento di 70–90 mq con rifacimento completo, i tempi reali sono di 8–12 giorni lavorativi, considerando tracciatura, posa cavi, chiusura tracce e collaudo. Se i lavori sono coordinati con altre imprese (idraulici, muratori), i tempi possono allungarsi per questioni logistiche. Appartamenti più piccoli (sotto i 60 mq) si completano in 5–7 giorni.
È obbligatorio rifare l'impianto elettrico prima di vendere casa?
No, la legge non obbliga al rifacimento prima della vendita. Tuttavia, se l'impianto è privo di messa a terra o non ha la dichiarazione di conformità, l'acquirente può richiederla come condizione. In pratica, un impianto non a norma abbassa il valore percepito dell'immobile e può complicare la trattativa.
Posso richiedere la detrazione fiscale al 50% per il rifacimento dell'impianto?
Sì, il rifacimento dell'impianto elettrico rientra nel bonus ristrutturazioni al 50% (detrazione Irpef in 10 anni). Condizioni essenziali: l'impresa deve emettere fattura con IVA al 10%, il pagamento deve essere effettuato con bonifico parlante dedicato, e l'immobile deve essere un'abitazione. L'agevolazione si applica anche agli interventi parziali di adeguamento, non solo al rifacimento totale.
Come faccio a capire se il mio impianto elettrico è a norma?
I segnali più evidenti di un impianto non a norma sono: assenza del salvavita (differenziale), fusibili invece dei magnetotermici nel quadro, prese senza terra (due fori invece di tre), cavi volanti o giunzioni fuori da scatole di derivazione, e assenza della dichiarazione di conformità. Se l'appartamento è stato costruito prima del 1990 e non ha mai avuto interventi documentati, è molto probabile che l'impianto necessiti almeno di una verifica. Per approfondire tutti gli aspetti normativi, è disponibile una guida completa sull'impianto elettrico.
Scopri quanto costa rifare l'impianto elettrico
Stima dettagliata in 2 minuti, gratis e senza impegno. Semplice e veloce.
Cosa realizziamo
Quadro Elettrico in Impianto Elettrico a Pavia
Scopri →Salvavita in Impianto Elettrico a Pavia
Scopri →Prese in Impianto Elettrico a Pavia: Posa
Scopri →Interruttori in Impianto Elettrico a Pavia
Scopri →Punti Luce in Impianto Elettrico a Pavia: Posa
Scopri →Messa a Terra in Impianto Elettrico a Pavia
Messa a terra: cos’è, come funziona e perché è fondamentale per la sicurezza dell’impianto. La guida…
Scopri →Cablaggio in Impianto Elettrico a Pavia
Scopri →Scatole di Derivazione in Impianto Elettrico a Pavia
Scopri →Videocitofono in Impianto Elettrico a Pavia: Posa
Scopri →Domotica in Impianto Elettrico a Pavia: Prezzi, Posa
Domotica: cos’è, come funziona e quali vantaggi offre per rendere la casa smart e sicura. La…
Scopri →
