- Bonus ristrutturazione ordinario: 50% su max 96.000 €, in 10 rate IRPEF annuali (36% dal 2025 per seconde case)
- Ecobonus: dal 50% al 65% per interventi di efficienza energetica, fino a 100.000 € di spesa detraibile
- Sismabonus: dal 50% all'85% in base alla riduzione del rischio sismico, su immobili in zone 1, 2 e 3
- Bonus mobili ed elettrodomestici: 50% su max 5.000 € (2026), legato a un intervento di ristrutturazione in corso
Nel 2026 chi ristruttura casa può accedere a detrazioni IRPEF che variano dal 36% al 65% delle spese sostenute, con limiti di spesa che dipendono dal tipo di intervento e dalla destinazione dell'immobile. Il bonus ristrutturazione base è al 50% (fino a 96.000 euro di spesa) per le abitazioni principali, ma esistono agevolazioni diverse per efficienza energetica, sismica, mobili e molto altro. Di seguito trovi una panoramica completa e aggiornata di tutti i bonus attivi.
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Il Bonus Ristrutturazione: come funziona nel 2026
Il bonus ristrutturazione è una detrazione IRPEF del 50% sulle spese per lavori di recupero edilizio su abitazioni e parti comuni di condomini. La detrazione si applica su un massimo di 96.000 euro per unità immobiliare e viene ripartita in 10 rate annuali di pari importo. In pratica, chi spende 96.000 euro recupera 48.000 euro in 10 anni, cioè 4.800 euro di sconto fiscale all'anno.
Attenzione alla distinzione tra abitazione principale e seconda casa: dal 2025 la detrazione per le seconde case è scesa al 36% (con limite di 48.000 euro), mentre per la prima casa rimane al 50% fino al 31 dicembre 2027. Questo rende il bonus ristrutturazione prima casa significativamente più conveniente rispetto ad altri immobili.
Per usufruire del bonus è necessario pagare con bonifico bancario o postale "parlante" (con causale specifica che riporta la normativa di riferimento), conservare le fatture dei lavori e, dove richiesto, presentare la CILA o la SCIA al Comune prima dell'inizio dei lavori. Per una guida completa alla ristrutturazione con tutti i passaggi burocratici, puoi approfondire nel dettaglio.
Quali lavori rientrano nel bonus ristrutturazione
Rientrano nel bonus tutti gli interventi di manutenzione straordinaria, restauro e risanamento conservativo, ristrutturazione edilizia sulle singole unità abitative, oltre alla manutenzione ordinaria sulle parti comuni condominiali. In pratica:
- Rifacimento di impianti idraulici, elettrici, termici
- Sostituzione di infissi, serramenti, porte
- Rifacimento di pavimenti e rivestimenti
- Interventi su bagno e cucina (anche totale)
- Realizzazione o modifica di tramezze e pareti interne
- Lavori di ristrutturazione del bagno
- Lavori di ristrutturazione della cucina
- Tinteggiatura e imbiancatura (solo in manutenzione straordinaria o su parti comuni)
- Realizzazione di pareti in cartongesso per suddivisione degli spazi
- Recupero di mansarde e sottotetti (come la ristrutturazione mansarda)
- Installazione di impianti di videosorveglianza e antifurto
- Eliminazione delle barriere architettoniche
- Bonifica dall'amianto
- Misure antisismiche
Ecobonus: detrazione per l'efficienza energetica
L'Ecobonus premia gli interventi che migliorano la prestazione energetica dell'edificio. La percentuale di detrazione varia in base al tipo di lavoro:
- 65% per sostituzione dell'impianto di climatizzazione invernale con caldaie a condensazione classe A, pompe di calore, impianti geotermici, solare termico
- 65% per coibentazione dell'involucro (cappotto termico) quando porta l'edificio in una classe energetica superiore
- 50% per sostituzione di finestre e infissi, acquisto di schermature solari, caldaie a biomassa
- 50% per installazione di micro-cogeneratori
- 65% per riqualificazione energetica globale dell'edificio
I limiti di spesa detraibile variano da 30.000 a 100.000 euro a seconda dell'intervento. Anche l'Ecobonus richiede il pagamento con bonifico parlante e, per la maggior parte degli interventi, la trasmissione telematica all'ENEA entro 90 giorni dalla fine dei lavori.
Bonus condizionatori senza ristrutturazione
Un caso frequente riguarda il bonus condizionatori: è possibile ottenerlo anche senza avere un cantiere di ristrutturazione in corso? La risposta è sì, a determinate condizioni. Se il condizionatore installato è un'unità a pompa di calore che sostituisce un impianto di riscaldamento esistente, rientra nell'Ecobonus al 65%. Se invece si tratta di una nuova installazione o di un ampliamento dell'impianto senza sostituzione, la detrazione scende al 50% e rientra nell'Ecobonus ordinario. In entrambi i casi non è necessario che siano in corso altri lavori di ristrutturazione: l'intervento è autonomo e detraibile da solo, purché l'immobile sia già esistente e l'impianto sia installato da un'azienda abilitata che rilascia fattura.
Sismabonus: le detrazioni per la messa in sicurezza
Il Sismabonus si applica agli interventi di riduzione del rischio sismico su edifici situati nelle zone sismiche 1, 2 e 3 (quasi tutta Italia, esclusa solo la zona 4 a bassissimo rischio). Le percentuali di detrazione dipendono dalla riduzione di classe di rischio ottenuta:
- 50% su max 96.000 € per interventi che non modificano la classe di rischio
- 70% su max 96.000 € per riduzione di 1 classe di rischio (parti comuni condominio: 75%)
- 80% su max 96.000 € per riduzione di 2 classi di rischio (parti comuni condominio: 85%)
Per accedere al Sismabonus è obbligatorio il progetto redatto da un professionista abilitato (ingegnere o architetto), che deve attestare la classe di rischio prima e dopo l'intervento. I lavori devono essere eseguiti da imprese che rilasciano il certificato di esecuzione.
Bonus Mobili ed Elettrodomestici
Il bonus mobili consente di detrarre il 50% della spesa per l'acquisto di mobili nuovi e grandi elettrodomestici (almeno di classe A per i forni, A o superiore per gli altri) destinati all'arredo dell'immobile oggetto di ristrutturazione. Nel 2026 il limite di spesa è 5.000 euro per unità immobiliare, il che significa una detrazione massima di 2.500 euro, ripartita in 10 anni.
Condizione imprescindibile: deve essere in corso (o già avviato nell'anno precedente) un intervento di ristrutturazione edilizia sull'immobile. Non si può richiedere il bonus mobili su un appartamento in cui non si sta ristrutturando nulla. I pagamenti devono avvenire con bonifico o carta di credito/debito: no contanti, no assegni.
Superbonus 110%: cosa rimane nel 2026
Il Superbonus ha subito una progressiva riduzione: dal 110% originario è sceso al 70% nel 2024 e al 65% nel 2025. Nel 2026 non è più applicabile nella sua forma ordinaria per la generalità degli interventi. Rimangono alcune eccezioni molto limitate (territori colpiti da calamità naturali, specifiche situazioni condominiali con lavori già avviati), ma nella pratica quotidiana non è più uno strumento disponibile per chi inizia oggi una ristrutturazione. Chi ha cantieri aperti con SAL già approvati può ancora completare l'iter, ma i nuovi lavori non rientrano più in questo schema.
Cessione del Credito e Sconto in Fattura: lo stato attuale
Dal marzo 2023, per la quasi totalità degli interventi, la cessione del credito e lo sconto in fattura sono stati bloccati. Restano attivi solo in casi residuali molto specifici: interventi su edifici danneggiati da eventi sismici o atmosferici in territori con stato di emergenza dichiarato, e interventi realizzati da IACP o enti analoghi. Per chi ristruttura oggi la propria abitazione privata, la strada è praticamente una sola: portare in detrazione le spese nella propria dichiarazione dei redditi IRPEF. Questo rende fondamentale avere un carico IRPEF sufficiente ad assorbire le rate annuali di detrazione.
Come richiedere i bonus: procedura pratica
Il meccanismo è lo stesso per quasi tutti i bonus edilizi. Ecco i passaggi concreti:
- Prima dei lavori: verificare se servono titoli abilitativi (CILA, SCIA, permesso di costruire) e presentarli al Comune. Senza il titolo corretto, la detrazione decade.
- Durante i lavori: pagare sempre con bonifico bancario o postale "parlante", che deve contenere causale con riferimento normativo, codice fiscale del beneficiario e partita IVA dell'impresa. Le banche trattengono una ritenuta dell'8% al momento del pagamento, che l'impresa recupera poi nella propria dichiarazione.
- Fine lavori: conservare tutte le fatture, il bonifico, le eventuali asseverazioni tecniche. Per l'Ecobonus inviare la pratica ENEA entro 90 giorni.
- Dichiarazione dei redditi: inserire le spese nel modello 730 o nel modello Redditi PF dell'anno in cui sono state sostenute. Il commercialista o il CAF gestiscono la compilazione.
Prima di avviare i lavori conviene verificare i costi complessivi dell'intervento: puoi calcolare il preventivo online per avere una stima realistica su cui impostare il piano delle detrazioni.

Bonus Prima Casa: agevolazioni specifiche
Chi acquista o ha acquistato una prima casa può combinare più agevolazioni. Sul fronte fiscale delle ristrutturazioni, il bonus ristrutturazione prima casa mantiene la percentuale del 50% (contro il 36% delle seconde case) almeno fino al 31 dicembre 2027. Questo vale anche per chi acquista un'abitazione da ristrutturare e avvia i lavori subito dopo il rogito. L'immobile deve però essere adibito ad abitazione principale entro 18 mesi dall'acquisto per non perdere le agevolazioni legate alla prima casa.
In aggiunta, chi acquista un'abitazione ristrutturata da un'impresa costruttrice entro certi limiti può detrarre il 50% dell'IVA pagata sull'acquisto (non la detrazione ordinaria sui lavori, ma un'agevolazione sull'acquisto in sé). È un caso meno conosciuto ma può valere cifre significative su immobili di nuova costruzione ristrutturati e rivenduti dall'impresa.
Agevolazioni per il Verde e gli Spazi Esterni
Il Bonus Verde (detrazione del 36% su max 5.000 euro per unità immobiliare) premia le spese per la sistemazione a verde di aree pertinenziali private, la creazione di coperture a verde e giardini pensili, l'installazione di impianti di irrigazione. Anche questo bonus richiede pagamento tracciabile e fattura. Può accumularsi con il bonus ristrutturazione se i lavori riguardano parti diverse dell'immobile.
Agevolazioni per il Superamento delle Barriere Architettoniche
Gli interventi finalizzati al superamento e all'eliminazione delle barriere architettoniche (installazione di ascensori, montascale, rampe, adattamento di bagni per disabili) godono di una detrazione del 75% su un limite di spesa che varia da 30.000 a 50.000 euro in base alla tipologia dell'edificio (unifamiliare, condominio fino a 8 unità, oltre 8 unità). La detrazione è ripartita in 5 anni (non 10 come per il bonus ordinario), il che la rende particolarmente efficiente dal punto di vista finanziario. Per una ristrutturazione professionale nell'area lombarda che includa anche questi interventi, è utile confrontarsi con un tecnico che conosca bene le normative locali.
Cumulo tra Bonus: si può fare?
In linea generale, sullo stesso intervento non si possono cumulare due diverse detrazioni. Se, per esempio, si sostituisce una caldaia e si porta in detrazione al 65% con l'Ecobonus, non si può anche portarla al 50% col bonus ristrutturazione. Si sceglie la detrazione più conveniente. Invece, su interventi diversi nello stesso immobile è possibile usare bonus diversi: bonus ristrutturazione per il rifacimento del bagno, Ecobonus per il cappotto, Sismabonus per il consolidamento strutturale. L'importante è che ogni spesa sia attribuita a un solo bonus.
Per una panoramica tecnica delle caratteristiche costruttive che incidono sugli interventi agevolati, consulta la sezione dedicata alle caratteristiche tecniche della ristrutturazione.
Domande Frequenti
Il bonus ristrutturazione al 50% vale anche per chi non è proprietario?
Sì. La detrazione spetta a chi sostiene effettivamente la spesa, anche se non è il proprietario dell'immobile: inquilini con contratto regolare, comodatari, familiari conviventi. L'importante è che il soggetto che paga sia titolare di un diritto reale o personale sull'immobile, abbia la disponibilità dello stesso e le spese siano intestate a lui. Un inquilino che ristruttura con il consenso del proprietario può detrarre i lavori nella propria dichiarazione dei redditi.
Quanto tempo ho per finire i lavori e usufruire del bonus?
Non c'è un termine massimo di durata dei lavori fissato per legge ai fini della detrazione. Quello che conta è l'anno in cui viene effettuato il pagamento con bonifico: la detrazione si applica nell'anno fiscale in cui la spesa è stata pagata, non in quello in cui i lavori finiscono. Se i lavori si protraggono su più anni, le spese di ciascun anno vanno inserite nella dichiarazione di quell'anno, ciascuna con il proprio ciclo di 10 rate.
Cosa succede se vendo casa prima di aver usufruito di tutte le rate del bonus?
In caso di vendita dell'immobile, le rate di detrazione residue si trasferiscono automaticamente all'acquirente, salvo diverso accordo scritto tra le parti indicato nell'atto di compravendita. Se venditore e acquirente si accordano diversamente nell'atto notarile, le rate rimanenti possono restare in capo al venditore. È un punto che spesso non viene considerato nelle trattative, ma che può valere migliaia di euro: vale la pena discuterne con il notaio prima del rogito.
Il bonus ristrutturazione si applica anche ai lavori in condominio?
Sì, ed è una delle applicazioni più vantaggiose. I singoli condomini possono detrarre la quota di spesa di loro competenza per i lavori sulle parti comuni (scale, facciate, tetti, impianti condominiali, cappotto esterno). Le percentuali e i limiti sono gli stessi dell'abitazione privata. Il condomino che ha pagato la propria quota tramite il condominio può portare in detrazione quella cifra, previa certificazione rilasciata dall'amministratore. Per lavori sulle parti comuni che coinvolgono anche l'involucro dell'edificio, è spesso possibile accedere all'Ecobonus condominiale con percentuali più elevate, fino all'85% con il Sismabonus combinato. Per approfondire come si articola un intervento completo, consulta la guida alla ristrutturazione casa.
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