- Costo medio impianto elettrico completo: 40–90 €/mq, escluso quadro elettrico e materiale speciale.
- Prezzo a punto luce: 80–160 € cadauno; presa a parete: 60–130 € installata.
- Quadro elettrico di appartamento (60–100 mq): 400–900 € di materiale, più posa.
- Con le detrazioni fiscali al 50% (IRPEF), la spesa effettiva si riduce fino alla metà in 10 anni.
Rifare o mettere a norma un impianto elettrico costa mediamente tra i 40 e i 90 €/mq per un appartamento standard, con punte oltre i 110 €/mq in caso di impianti domotici o edifici storici. I tempi di esecuzione variano da 3-4 giorni per un bilocale fino a 2-3 settimane per appartamenti grandi o con tracce a vista difficili. Conoscere i fattori che fanno variare il prezzo è il modo migliore per valutare un preventivo e non farsi sorprendere.
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Cosa incide davvero sul costo di un impianto elettrico
Il prezzo finale dipende da una combinazione di fattori che raramente vengono spiegati in modo chiaro. Conoscerli ti permette di confrontare preventivi diversi su basi reali.
- Superficie e numero di ambienti: più stanze significano più circuiti, più cavi e più ore di lavoro. Un monolocale ha esigenze molto diverse da un appartamento con tre camere e due bagni.
- Nuovo impianto vs. messa a norma: un impianto da zero su muri già aperti (cantiere di ristrutturazione) costa meno che intervenire su un appartamento abitato, dove aprire e chiudere le tracce ha un impatto maggiore.
- Tracce a parete o impianto a vista: le canaline a vista riducono i costi di muratura ma aumentano quelli di materiale; le tracce intonacate sono più costose in fase di lavorazione ma più ordinate esteticamente.
- Tipo di impianto: un impianto tradizionale con interruttori standard è la soluzione più economica; un impianto domotico (con attuatori, gateway e scenari programmabili) può arrivare a costare il doppio o il triplo.
- Numero di circuiti e carico installato: la norma CEI 64-8 prevede circuiti separati per cucina, lavatrice, lavastoviglie, climatizzatori e illuminazione. Più carichi dedicati, più circuiti, più costo.
- Qualità dei materiali: cavi FG16OR16, interruttori differenziali e magnetotermici di marchi primari (ABB, Legrand, Bticino, Schneider) incidono sensibilmente sul totale, ma garantiscono durata e sicurezza nei decenni successivi.
- Accessibilità del cantiere: appartamenti ai piani alti senza ascensore, edifici storici con solai in legno o muri in pietra, complicano il lavoro e aumentano i tempi.
- Zona geografica: in un centro urbano come il capoluogo lombardo la manodopera ha tariffe orarie più alte rispetto alla provincia; la differenza può essere del 20–35% rispetto ad aree rurali.

Prezzi medi per tipologia di intervento
Impianto elettrico completo (nuovo o rifacimento totale)
Per un appartamento tra i 60 e i 100 mq, il costo totale di un impianto completo — cavi, scatole, prese, interruttori, quadro elettrico e messa a terra — si aggira tra i 5.000 e i 9.000 € chiavi in mano, inclusa la manodopera. Per superfici più grandi (120–150 mq) si sale facilmente tra i 9.000 e i 14.000 €.
Il costo al metro quadro per un impianto completo oscilla tra i 40 e i 90 €/mq: la fascia bassa corrisponde a impianti standard in abitazioni nuove o in ristrutturazione con muri già aperti; la fascia alta riguarda interventi su edifici esistenti con problemi strutturali o richiesta di circuiti aggiuntivi.
Costo a punto luce
Quando si interviene su singoli ambienti o si aggiungono punti luce, il prezzo unitario dipende dalla complessità della traccia e dalla distanza dal quadro. I valori medi in Italia per la installazione di punti luce sono:
- Punto luce semplice (interrotto semplice): 80–120 € installato
- Punto luce con deviatore o invertitore: 100–160 €
- Punto luce con dimmer o gestione domotica: 150–300 € per punto
Costo di installazione prese elettriche
Il prezzo per la installazione di prese a parete dipende dal tipo e dalla posizione:
- Presa bipasso o tedesca, posizione semplice: 60–90 €
- Presa con circuito dedicato (lavatrice, lavastoviglie): 90–130 €
- Presa USB integrata o presa domotica: 120–200 €
Quadro elettrico
Il quadro è il cuore dell'impianto. Il costo del solo materiale per un appartamento standard (8–12 moduli con differenziali e magnetotermici di buona qualità) va da 400 a 900 €; la posa aggiunge 150–400 € a seconda della complessità dei circuiti. Quadri con protezione differenziale di tipo A o B, scaricatori di sovratensione SPD e interruttori differenziali coordinati possono portare il costo del materiale oltre i 1.200 €.
Messa a terra
Se l'edificio non ha un impianto di terra condominiale adeguato, realizzare un dispersore esterno costa tra i 500 e i 1.500 € a seconda del tipo (piastra, picchetto, nastro). La messa a terra dell'impianto è obbligatoria per legge e deve essere verificata e certificata dall'elettricista al termine dei lavori.
Impianto domotico
Un impianto domotico base (scenari luce, gestione carichi, termostati smart) per un appartamento di 80 mq parte da 8.000–12.000 € installato. Le soluzioni wireless retrofittabili (tipo Shelly, Fibaro o Hager) costano meno ma hanno limitazioni in ambienti con pareti spesse o molto estesi.
Videocitofono
La sostituzione di un citofono analogico con un videocitofono IP o analogico costa tra i 300 e i 900 € per un appartamento singolo, inclusa la posa, a seconda del modello e del tipo di cablaggio già presente.

Costo impianto elettrico al mq: tabella riepilogativa
| Tipo di intervento | Costo indicativo | Note |
|---|---|---|
| Impianto completo (edificio nuovo/cantiere) | 40–60 €/mq | Muri già aperti, nessuna demolizione |
| Rifacimento totale su appartamento esistente | 65–90 €/mq | Include tracce, intonaco e ripristino |
| Impianto domotico completo | 90–150 €/mq | Cablato o wireless, con gateway |
| Punto luce installato | 80–160 € cad. | Variabile per deviatori e dimmer |
| Presa elettrica installata | 60–130 € cad. | Circuiti dedicati più costosi |
| Quadro elettrico completo (materiale + posa) | 600–1.300 € | Per appartamento 60–100 mq |
| Messa a terra (dispersore) | 500–1.500 € | Se assente o non adeguata |
Come richiedere un preventivo impianto elettrico affidabile
Un preventivo per un impianto elettrico serio deve essere dettagliato: non basta un totale a corpo. Ecco cosa deve contenere per essere confrontabile:
- Elenco dei circuiti previsti e loro protezione (differenziale, magnetotermico, corrente nominale)
- Numero e tipo di punti luce e prese per ogni ambiente
- Sezione e tipo dei cavi (es. FG16OR16 3G2,5 per i circuiti luce, 3G4 per quelli di forza)
- Marca e modello del quadro elettrico e degli interruttori
- Inclusi o esclusi: tracce, ripristino intonaco, tinteggiatura, certificazione
- Dichiarazione di conformità (DIC): deve essere inclusa — senza, l'impianto non è legalmente a norma
Chiedere almeno due o tre preventivi è la norma. Se un'offerta è molto più bassa delle altre, verifica cosa è stato escluso: spesso mancano i ripristini murari o la dichiarazione di conformità. Puoi calcolare la tua stima gratuita online per avere un riferimento realistico prima di chiamare i professionisti.
Detrazioni fiscali e incentivi per l'impianto elettrico
Il rifacimento dell'impianto elettrico rientra tra le spese di ristrutturazione edilizia agevolabili con la detrazione IRPEF del 50% (Bonus Ristrutturazioni), ripartita in 10 quote annuali uguali, su un massimale di spesa di 96.000 € per unità immobiliare. La detrazione si applica ai lavori su immobili residenziali, previa comunicazione all'Agenzia delle Entrate con bonifico parlante.
Per gli interventi che migliorano l'efficienza energetica (es. sostituzione con impianti domotici per gestione dei carichi), in certi casi è possibile accedere all'Ecobonus, ma è necessaria una valutazione caso per caso con un tecnico abilitato.
Non serve la CILA né la SCIA per il solo rifacimento dell'impianto elettrico all'interno di un appartamento, se non si modificano la struttura o la destinazione d'uso. È però sempre richiesta la Dichiarazione di Conformità (modulo CEI) rilasciata dall'installatore abilitato.
Normativa di riferimento e certificazioni obbligatorie
Gli impianti elettrici in Italia devono rispettare la norma tecnica CEI 64-8, che definisce i requisiti minimi per impianti in bassa tensione nelle abitazioni civili. Tra gli obblighi principali: protezione differenziale su tutti i circuiti, protezione magnetotermica selettiva, sistema di messa a terra con conduttore PE in ogni circuito, e numero minimo di circuiti per tipologia di carico.
Al termine dei lavori, l'elettricista deve rilasciare la Dichiarazione di Conformità (DIC) ai sensi del DM 37/2008, corredata dagli allegati obbligatori (relazione tecnica, schema del quadro, planimetria). Senza questo documento, in caso di sinistro l'assicurazione potrebbe non coprire i danni. Per un approfondimento sulla normativa impianto elettrico, è utile consultare anche la guida CEI 64-50 per edifici residenziali.

Errori comuni da evitare quando si rifà l'impianto
- Sottodimensionare i circuiti: installare troppi carichi su un unico circuito da 10 A porta a scatti continui e surriscaldamenti. Ogni grande elettrodomestico (forno, lavatrice, lavastoviglie, climatizzatore) deve avere il suo circuito dedicato.
- Usare cavi di sezione insufficiente: il cavo da 1,5 mq va bene solo per illuminazione; per prese e carichi di forza serve almeno il 2,5 mq. Risparmiare sul cavo è uno degli errori più pericolosi.
- Non prevedere abbastanza prese: la norma CEI suggerisce un minimo di punti di utilizzo per stanza (es. 4 per il soggiorno, 3 per la camera da letto). Aggiungerne dopo costa molto di più che prevederle in fase di progetto.
- Ignorare il passaggio dei cavi nelle pareti umide: in bagno e cucina serve la protezione IP adeguata per scatole e apparecchi, e i circuiti devono rispettare le zone di sicurezza CEI.
- Affidare il lavoro a chi non è abilitato: solo un elettricista iscritto alla Camera di Commercio con i requisiti del DM 37/2008 può rilasciare la DIC. Chi lavora "in nero" non può certificare nulla.
- Non coordinare impianto elettrico e altri impianti: il passaggio delle tracce va concordato con l'idraulico e il termoidraulico per evitare sovrapposizioni nei muri e nei soffitti.
Per capire come viene eseguito tecnicamente un impianto elettrico dall'installazione e come riconoscere un lavoro fatto a regola d'arte, è utile conoscere le fasi operative prima di iniziare il cantiere.
Tempistiche di esecuzione reali
Un impianto completo in un bilocale (40–55 mq) richiede in genere 3–5 giorni lavorativi per la sola parte elettrica, escludendo i ripristini murari. Per un appartamento di 80–100 mq i tempi salgono a 7–10 giorni. A questi si aggiungono 2–4 giorni per l'asciugatura delle tracce prima della tinteggiatura finale.
Se si lavora in appartamento abitato, i tempi si allungano del 30–50% per la necessità di procedere stanza per stanza e garantire sempre corrente in parte dell'appartamento. In un cantiere di ristrutturazione integrale, l'impianto elettrico viene di norma eseguito dopo l'idraulico e prima dei massetti, con tempi più rapidi.
Per una panoramica completa su cosa comprende la progettazione e la realizzazione di un impianto elettrico civile, dalla progettazione alla dichiarazione di conformità, vale la pena leggere anche la guida dedicata.

Domande frequenti
Quanto costa rifare l'impianto elettrico di un appartamento di 80 mq?
Per un appartamento di 80 mq il costo totale di un impianto completo si aggira tra i 6.000 e i 8.500 € chiavi in mano, inclusi cavi, scatole, prese, interruttori, quadro e certificazione. La cifra sale se si aggiungono circuiti per climatizzatori, domotica o se l'edificio è datato e presenta difficoltà nelle tracce.
Quale detrazione fiscale si può applicare al rifacimento dell'impianto elettrico?
Il rifacimento rientra nel Bonus Ristrutturazioni con detrazione IRPEF del 50% su un massimale di 96.000 € per unità immobiliare, spalmata in 10 anni. È necessario pagare con bonifico parlante e conservare fattura e dichiarazione di conformità. Non serve alcuna pratica edilizia per i lavori all'interno dell'abitazione.
È possibile avere un preventivo senza sopralluogo?
Per interventi semplici (aggiunta di poche prese o punti luce) è possibile avere una stima indicativa con planimetria e descrizione del lavoro. Per un rifacimento totale, il sopralluogo è necessario per rilevare lo stato dell'impianto esistente, il percorso delle tracce e la posizione del quadro. Affidarsi a un preventivo "a corpo" senza sopralluogo espone al rischio di costi aggiuntivi in corso d'opera.
Qual è la differenza tra messa a norma e rifacimento completo dell'impianto?
La messa a norma interviene su un impianto esistente per adeguarlo alla CEI 64-8: in genere si sostituisce il quadro, si aggiungono differenziali e si verifica la messa a terra. Costa mediamente tra i 1.500 e i 3.500 € per un appartamento standard. Il rifacimento totale sostituisce invece tutti i cavi, le scatole e gli apparecchi: è più invasivo e costoso, ma garantisce un impianto nuovo per i successivi 30–40 anni.
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